relazione annuale del gme

Le energie rinnovabili spingono la Borsa elettrica

di Jacopo Giliberto


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3' di lettura

Le centrali eoliche e idroelettriche hanno tirato la volata dei chilowattora: nel 2016 hanno fatto scendere i prezzi dell’elettricità all’ingrosso (l’acqua e il vento non subiscono gli incerti di metano e greggio) e hanno spinto al primato di produzione le fonti rinnovabili rinnovabili d’energia. Sono alcune delle indicazioni della Relazione annuale del Gestore dei mercati energetici (Gme), la Spa pubblica che gestisce le borse dell’elettricità, del metano, dei certificati bianchi di efficienza energetica e così via. La società ha appena rinnovato il vertice con la conferma di Pietro Maria Putti al ruolo di presidente e amministratore delegato.

Dopo il timido rincaro del 2015, i prezzi dell’elettricità in Borsa nel 2016 hanno fatto segnare un calo del 18,2%, confermandosi «al livello medio annuo più basso dall’avvio del mercato organizzato — avverte il Gme — grazie alle tendenze ribassiste dei costi dei combustibili, ai minimi del decennio».

Acquisti dall’estero

Gli scambi sul Mercato del Giorno Prima (Mgp), che dei mercati è quello di riferimento e di dimensioni maggiori, sono cresciuti dello 0,6% rispetto all’anno precedente, riportandosi ai livelli del 2013.
Buona parte dell'aumento è attribuibile alla notevole performance degli acquisti esteri che, stimolati dai favorevoli differenziali di prezzo con le borse confinanti nell’ultima parte dell’anno, hanno toccato il massimo storico.

Corsa alle rinnovabili

L’analisi sulle fonti rinnovabili rivela un significativo incremento dei volumi registrati, sia in vendita sia in acquisto, rispettivamente +26,9% e +28,4%, ambedue ai massimi storici. Tale aumento, sostenuto dagli impianti idraulici ed eolici (entrambi a livelli record), ha spinto la quota delle rinnovabili sul totale nazionale al 22,1% (+2,7% sul 2015) lato vendita ed al 25,9% (+3,7%) lato acquisto.

Integrazione europea

«Il 2016 è un anno che segna un ulteriore passo in avanti verso una compiuta integrazione dei mercati europei dell’energia caratterizzati da trend comuni e sempre più armonizzati all’interno di un quadro condiviso di norme e principi», rileva il Gme.
È il caso per edempio dei «modelli utilizzati per l’allocazione infragiornaliera della capacità di interconnessione disponibile sul confine Italia-Slovenia».
Sotto il profilo regolatorio, il processo di integrazione dei mercati elettrici europei si sta muovendo su due piani, mirando da un lato ad armonizzare le operazioni di coupling esercitate dai gestori dei mercati elettrici designati dalle autorità competenti (per l’Italia appunto è il Gme) e dall’altro lato a estendere, anche all’orizzonte infragiornaliero, i meccanismi di assegnazione implicita e sincronizzata della capacità transfrontaliera.

Mercati di dettaglio

Procede il progetto Pcr (Price Coupling of Regions), avviato e gestito dal Gme insieme alle principali Borse europee, che consiste nell’applicazione del meccanismo di accoppiamento dei mercati su scala europea con orizzonte day ahead (mercati del giorno prima).
In questo progetto, nel 2016 il Gme ha avviato il processo di servicing nei confronti della Borsa elettrica austriaca.
Inoltre il Gme ha dato il via in settembre al nuovo mercato dei prodotti giornalieri (Mpeg), dove sono quotati, in negoziazione continua, prodotti giornalieri baseload e peakload.
È stata aggiornata la tempistica di fatturazione e pagamento: a partire dal 1° settembre 2016 per il comparto del gas naturale e dal 1° dicembre 2016 per il comparto elettrico, si è passati ad un sistema di settlement su base settimanale, avvicinando l’Italia ai principali mercati europei.
Nel settore gas il 1° ottobre in forma transitoria (e a regime il 1° aprile 2017) è partito il nuovo mercato di bilanciamento.

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