Economia Digitale

Le fake news non sfondano alle elezioni europee

di Guido Romeo


(© CAROL & MIKE WERNER)

2' di lettura

Sulle elezioni europee le fake news non sfondano e l'informazione professionale resta vincente. È quanto emerge da dal più grande studio paneuropeo sull'uso di Twitter e Facebook per la disinformazione politica, pubblicato oggi dai ricercatori del Comprop , il Computational propaganda project dell'Oxford internet institute britannico. Nahema Marchal e colleghi hanno passato al setaccio più di 584mila tweet diffusi da 188mila utenti in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, svedese e italiano) e con hashtag riferiti alle elezioni europee come #eu2019, #26maggio o #stavoltavoto.

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Questo lavoro ha permesso di isolare i link a quasi 5800 articoli mostrando, tra l'altro, che, su Twitter, le tanto temute fonti russe sono condivise da una ristretta minoranza di utenti (4%). Più di un terzo (34%) degli utenti dell'uccellino preferisce invece rilanciare contenuti di media professionali, con l'eccezione dei polacchi, dove i contenuti più radicali e complottisti arrivano a rappresentare il 21% del traffico. I ricercatori del Comprop, che in passato hanno dimostrato come le news spazzatura e la manipolazione del traffico sui social sia utilizzata per influenzare l'opinione, sottolineano come gli articoli più popolari siano dedicati a temi populisti come il contrasto all'immigrazione e l'islamofobia mentre pochi riguardano l'euroscetticismo o i leader europei e ai programmi dei partiti.

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Quest'ultima quota è particolarmente bassa per i contenuti in italiano (14%) polacco (7%) e svedese (6%). Le fake news perdono anche in termini di volume. In Italia, dove le prime cinque fonti sono Ilprimatonazionale.it, zazoom.it e zazoom.info, scenarieconomici.it, notizieprovita.it, le fake rappresentano meno del 9% del traffico su Twitter rispetto al 39% dell'informazione professionale prodotta da siti come Ansa.it e i grandi quotidiani. Il dato è positivo perché sopra alla media europea del 34% di news professionali, anche se lontano dalle performance inglesi e francesi che vedono la spazzatura limitata rispettivamente all'1,4% e 4%.

Dell'Italia colpisce anche la scarsa circolazione (13,6%) delle fonti di informazione politica professionale (programmi dei partiti, pagine di siti governativi e white paper) che ci vede penultimi e lontani da Gran Bretagna (30%) e Spagna (20%). Non mancano tuttavia i punti critici. Le analisi condotte dal Comprop mostrano che nonostante le testate di news spazzatura siano molto meno prolifiche dei media professionali, su Facebook i singoli articoli sono molto più virali. Nella mediasfera tedesca, per esempio, l'interazione media dei lettori con gli articoli mainstream è di appena 315 like, contro i quasi 2mila delle news spazzatura. Il dato va però letto per quello che è visto che il seguito complessivo dei siti produttori di fake news è molto inferiore a quelli di informazione. Anche i più prolifici come il tedesco journalistwatch.com (91mila like) e l'italiano ilprimatonazionale.it (202mila like) restano lontani da testate come Tagesspiel (331mila) e da Ansa (3,4 milioni).

Nel complesso, concludono i ricercatori, nelle settimane precedenti il voto i lettori europei hanno prevalentemente condiviso contenuti di qualità con un miglioramento rispetto a precedenti elezioni i Francia, Germania e Svezia.

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