VERSO LA DECISIONE SULLA PROCEDURA

Le fasi più bollenti nel rapporto tra governo M5S-Lega e Commissione

Al di là di quello che, probabilmente mercoledì, deciderà il Collegio dei commissari, il “verdetto” sarà l'ennesimo caso in cui Bruxelles interverrà sulle scelte di politica economica dell'esecutivo giallo verde

di Andrea Carli


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3' di lettura

Oltre alla riunione di domani del Collegio dei commissari, è stata cancellata anche quella di oggi dei loro capi di gabinetto, che avrebbe dovuto fare il punto sulla situazione dei conti italiani e preparare l’eventuale apertura della procedura per debito eccessivo. La riunione degli sherpa è saltata, in attesa di conoscere la nuova data del Collegio settimanale che ancora non è stata ridefinita. Il giorno potrebbe essere mercoledì.

Il Collegio dei commissari Ue deciderà se aprire o meno la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell’Italia. Bruxelles chiede una correzione di 8-9 miliardi sui conti del 2019, ma potrebbero bastare i 6-7 miliardi di «risparmi di spesa e maggiori entrate» messi in campo da Conte e Tria per portare il deficit al 2,1%.

Intanto però nel tardo pomeriggio di oggi il Consiglio dei ministri delibererà il ddl di assestamento di bilancio. Al di là dell’esito della “sentenza” - è diffusa la sensazione che si vada verso l’archiviazione del fascicolo -, il “verdetto” della Commissione rappresenterà l’ennesimo caso in cui Bruxelles dovrà pronunciarsi sulle scelte di politica economica del governo giallo verde. Le divergenze con Roma hanno riguardato nei mesi passati anche reddito di cittadinanza e quota 100, le due misure sostenute rispettivamente da pentastellati e leghisti.

GUARDA IL VIDEO - Ue, Conte: Italia eviterà la procedura perchè ha conti in ordine

Novembre 2018: si accende il faro della Commissione sul debito
Ecco, in estrema sintesi, alcuni dei momenti in cui la distanza tra le due parti è emersa con maggiore evidenza. A novembre, dopo il via libera da parte dell’esecutivo del Documento programmatico di bilancio per il 2019, la Commissione invia a Roma una relazione per inosservanza grave delle raccomandazioni del Consiglio. È giustificata, mette in evidenza il documento, una procedura per disavanzo eccessivo per mancato rispetto della regola sul debito. Si sviluppa una trattativa serrata: alla fine il governo M5S - Lega modifica la legge di bilancio 2019, evitando l’apertura di una procedura di infrazione.

Il Country Report a febbraio
A fine febbraio la Commissione nel Country report fa il punto sulle politiche economiche degli Stati membri. Bruxelles mette in evidenza «squilibri eccessivi» per Italia, Grecia e Cipro. Per quanto riguarda Roma, le maggiori perplessità si concentrano proprio sui due provvedimenti-simbolo del governo Lega-Cinque Stelle. Nella manovra 2019, è il messaggio, «non ci sono misure capaci di impattare positivamente sulla crescita di lungo termine».

«Il reddito di cittadinanza può incentivare la disoccupazione»
A maggio arrivano le previsioni economiche di primavera della Commissione. Bruxelles pone l’accento su una deriva delle finanze pubbliche che, in assenza di una correzione considerevole, potrebbe portare il deficit nel 2020 ben oltre i limiti del Trattato di Maastricht. La Commissione giunge a prospettare un aumento della disoccupazione per via dell’introduzione del cosiddetto reddito di cittadinanza. Il rischio, in particolare, è che l’introduzione di questa misura «possa indurre un aumento del tasso di disoccupazione (dal 10,6 nel 2018 al 10,9% nel 2019) perché molti potrebbero decidere di dichiararsi disoccupati, una condizione per ottenere l’assegno e uscire dallo stato di inattività».

GUARDA IL VIDEO - Ue: Italia viola regola debito, procedura giustificata
Passa un mese e la Commissione dà un prima via libera alla procedura di infrazione per debito eccessivo contro l’Italia. Nei giorni seguenti il governo Conte continua a essere oggetto di pressioni politiche da parte dei partner europei perché adotti entro «qualche giorno» misure che rimettano in careggiata i conti pubblici. Tra 48 ore la decisione della Commissione, quindi la palla passerà all’Ecofin, che dirà l’ultima parola sulla procedura. Nell’attesa che nasca la nuova Commissione. E della stesura della manovra 2020.

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