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Le fiere cercano di sopravvivere online

Art Basel rimborserà gli espositori se cancellata a settembre. In tante su Artsy che aumenta il traffico del +35/50%, cresce la trasparenza sui prezzi

di Silvia Anna Barrilà

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Art Basel rimborserà gli espositori se cancellata a settembre. In tante su Artsy che aumenta il traffico del +35/50%, cresce la trasparenza sui prezzi


5' di lettura

Dopo che Art Basel ha sdoganato la fiera online con la prima edizione delle Online Viewing Rooms a marzo, lanciate in sostituzione dell'edizione di Hong Kong, moltissime altre fiere, pure cancellate o rimandate per l'emergenza sanitaria, si sono avventurate nel mondo virtuale per offrire alle gallerie almeno una piattaforma web per incontrare i collezionisti. È lo sforzo delle fiere per mantenere la propria presenza in un momento in cui sembra impensabile che possano riaprire fisicamente e tornare a ricoprire il ruolo che giocavano fino a pochi mesi fa. Ed è anche un modo per compensare gli eventuali costi già sostenuti dalle gallerie. Non tutti, infatti, hanno restituito alle gallerie gli anticipi, alcuni li hanno trattenuti per le prossime edizioni. Art Basel ha comunicato in questi giorni, attraverso una mail agli espositori, che rimborserà l'intero importo versato nel caso la fiera a Basilea a settembre venisse cancellata (dell'edizione di Hong Kong aveva risarcito solo il 75% ma ha assicurato alle gallerie che il 25% versato varrà per la partecipazione ad altre edizioni della fiera). È stato prolungato al primo giugno, inoltre, il termine per decidere se partecipare alla fiera di Basilea, considerata la difficoltà di prendere decisioni in questo momento.

L’arte in fiera è online

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Gallerie italiane alla Dallas Art Fair
Le vie scelte dalle fiere per cercare di soddisfare almeno in parte le gallerie sono varie, ma non ce n'è una vincente. Di fronte alla stessa proposta, le gallerie possono raccogliere risultati molto diversi, come ci dimostrano due gallerie italiane che hanno partecipato alla versione online di Dallas Art Fair . Rimandata ai primi di ottobre, la fiera americana ha anticipato le proposte delle gallerie su una piattaforma online dal 14 al 23 aprile, date in cui era in programma la fiera. “Abbiamo avuto alcune richieste, ma penso sia difficile concludere la vendita” ci ha riferito il gallerista Mimmo Scognamiglio , “in fiera vedi l'opera e te ne innamori, sul sito fai altre considerazioni, tra cui il trasporto. Per esperienza (da due anni sono su Artsy ), la forbice tra le richieste che ricevi online e le vendite effettive è molto ampia. Certo sono contatti nuovi: se la fiera a ottobre si farà, le richieste potrebbero trasformarsi in vendite”. Tra le opere presentate c'erano sculture di Joanna Vasconcelos e di Maddalena Ambrosio (quest'ultima, con un price range 4.000-30.000 euro, ha riscosso molto successo in occasione della recente partecipazione della galleria alla fiera di Città del Capo). Diversa è la percezione di Nikola Cernetic di Luce Gallery di Torino: “È il sesto o il settimo anno che partecipiamo alla fiera” ha commentato, “per noi la piattaforma ha funzionato, soprattutto, per i lavori nuovi e inediti. Ci siamo già rifatti delle spese. Comunque, la percentuale di lavori che vendiamo attraverso il web e via mail è già altissima, almeno la metà”. Sulla piattaforma di Dallas Art Fair mostrava opere di Hugo McCloud, attualmente richiesto anche dai musei, tra 40-75.000 dollari, Dominic Chambers (7-15.000 dollari) e della giovane Danielle DeJesus (4-8.000). La galleria ha inaugurato la settimana scorsa anche la sua prima mostra digitale con opere nuove virtualmente installate nello spazio della galleria.

Un catalogo Vip per la fiera di Monte Carlo
Anche la fiera artmonte-carlo lancia questa settimana una proposta digitale. Invece delle Viewing Rooms, armonte-carlo lancia un formato più “tradizionale”, un catalogo in classico formato Pdf intitolato “selected statements”, in cui ogni galleria (poco più di 50 in totale) propone tre opere. Non ci sono i prezzi, ma i contatti dei galleristi, oltre a intermezzi dedicati alla musica, alla videoarte, alle istituzioni partner e anche alla cucina, con una proposta dello chef stellato Mauro Colagreco del ristorante Mirazur di Monte Carlo. Per i collezionisti il vantaggio è un formato facile da utilizzare e inoltrare – viene spedito prima ai Vip e in un secondo momento pubblicato sul sito della fiera -, e anche quello che i propri dati e le proprie preferenze non vengono tracciati sul sito della fiera.

Le fiere su Artsy
Diverse altre fiere hanno scelto la via di Artsy , la piattaforma dedicata alle gallerie che già prima della crisi del Coronavirus proponeva preview delle opere in fiera, ma adesso è subentrata alla fiera stessa. Hanno imboccato questa strada la fiera per l'arte africana 1:54 , online dal 6 maggio con 25 gallerie e centinaia di opere di 80 artisti africani o della diaspora africana, la fiera di Stoccolma Market , fino al 20 maggio, The Armory Show a marzo e Arte BA , dall'8 al 30 aprile.
Diverse sono le formule applicate: secondo dati dichiarati da Artsy, l'edizione di Market su Artsy ha veicolato alle 33 gallerie partecipanti 76 richieste, di cui alcune si sono tramutate in vendite. Artsy non ha applicato alcuna commissione alle gallerie per la partecipazione. Per quanto riguarda Arte BA, Artsy ha ospitato tutte e 61 le gallerie, di queste solo 13 erano già partner di Artsy. Rispetto al 2019, Artsy ha registrato un aumento del 1000% delle pagine visitate e 805% in più delle richieste sulle opere d'arte. Anche con The Armory Show, Artsy ha incluso tutte le gallerie e non solo quelle che erano già partner, circa il 30% in più, senza chiedere costi aggiuntivi agli espositori. A metà marzo, il valore venduto in dollari su Artsy era cinque volte maggiore rispetto a quello realizzato dagli stessi espositori su Artsy durante tutto l'anno precedente; inoltre, c'è stato un aumento del 100% del numero di opere caricate su Artsy e del numero di vendite realizzate sulla piattaforma in occasione dell'Armory nel 2020 rispetto al 2019. Le vendite si sono concluse anche nelle gallerie che non erano già partner di Artsy e l'edizione digitale è rimasta aperta fino al 22 marzo.
In generale, l'attività su Artsy ha registrato un'impennata. Rispetto allo stesso periodo del 2019, Artsy ha assistito nelle ultime due settimane ad un aumento del traffico sul marketplace pari al +35/50%. In aprile c'è stato un aumento del 60% del numero di richieste di adesione, in particolar modo dalle aree Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e Nala (Nord America e Sud America). Nella prima metà di aprile ci sono state due vendite record consecutive. Nel primo trimestre 2020 le vendite concluse sono state il 90% in più rispetto al primo trimestre 2019. E, inoltre, c'è stato un aumento del 50% delle opere caricate dalle gallerie rispetto alla fine di marzo.
Tra i prossimi appuntamenti online ci sono Frieze New York , dall'8 al 15 maggio, che mostra sulla sua piattaforma 200 gallerie e fa uso della realtà aumentata, e Taipei Dangdai, che, invece, ha scelto la piattaforma Ocula per Taipei Connections, dal 2 al 5 maggio, con 99 gallerie, ciascuna con due o tre opere di uno o due artisti. Per aumentare l'interazione, la fiera propone sessioni di domande e risposte con i direttori e visite virtuali negli atelier degli artisti.

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