mercato e tendenze

Le flotte sono più grandi ma le auto si restringono

La spinta della sostenibilità indirizza le scelte delle imprese verso modelli di cilindrata e taglia più contenute e con motorizzazioni alternative al diesel

di Simonluca Pini


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Il nuovo suv compatto Kamiq posto alla base della gamma di Škoda

3' di lettura

Compatto, elettrificato e con il diesel che si conferma ancora la scelta preferita. È questo il trend intrapreso dai fleet manager, con le flotte auto che stanno abbandonando modelli dalle grandi dimensioni verso mezzi più compatti e sempre più abbinati a motorizzazioni elettrificate. Nonostante la profonda demonizzazione del gasolio, i modelli diesel continuano a rappresentare la stragrande maggioranza dei parchi auto delle flotte delle grandi aziende nonostante percentuali in calo.

Oltre alla crescita delle vetture a benzina ed elettrificate, il dato più interessante arriva dalla crescita del noleggio a lungo termine per aziende e privati, con una flotta che complessivamente nei primi sei mesi dell’anno si è avvicinata al milione di veicoli. Come reso noto dai dati pubblicati da Aniasa, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, il noleggio a lungo termine da gennaio a giugno 2019 ha superato i 3 miliardi di euro di giro d’affari. La contrazione delle immatricolazioni (161.000 unità e -1% vs 2018), insieme alla contestuale crescita della flotta, ha certificato il ritorno al prolungamento temporale dei contratti in essere, ben oltre i tradizionali 36 mesi.

La nuova Toyota Yaris che ripropone il tema della citycar ibrida

L’estensione delle durate è un’opzione cui le aziende anche in passato hanno fatto ricorso per rinviare nuovi investimenti e, contestualmente, ridurre i costi complessivi della flotta.

Nel primo semestre 2019 si è confermato il trend in crescita dei privati che, al posto dell’acquisto dell’auto, scelgono di prenderla in noleggio a lungo termine. Secondo stime dell’Associazione già oggi è stata superata quota 52.000 contratti. Collegato alla crescita dei privati spicca il dato di significativo aumento delle utilitarie, 42.000 veicoli (+17% e una quota che supera il 25% del totale immatricolato a noleggio), a fronte di un calo complessivo di tutti gli altri segmenti, in particolare delle medie-superiori (35.000 e -13%). Dopo un 2018 che aveva registrato addirittura un aumento dell’1%, nei primi sei mesi dell’anno il gasolio (che resta comunque di gran lunga l’alimentazione “regina” del long term) ha visto ridursi la propria quota di quasi 10 punti percentuali (dal 75,5% al 66,2% del totale immatricolato).

Volvo XC60 che interpreta il ruolo di crossover di taglia media con motori a basse emissioni infatti è offerto anche nella variante ibrida plug-in

A beneficiarne sono stati quasi esclusivamente i motori a benzina (passati al 16,4% al 25%). Quasi tutte in crescita anche le alimentazioni alternative: 8.300 le vetture ibride (+9% vs lo stesso periodo del 2018), 3.400 le GPL (+19%), l’elettrico (quasi 1.500 auto e +42%) ha ormai superato il metano in calo (1.000 unità e -32%). Addio quindi al diesel? Al contrario.

Come evidenziato nella ricerca realizzata da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da fleet e mobility manager di grandi aziende, sull’auto elettrica e ibrida nelle flotte aziendali, l’87.3% delle vetture è alimentata a gasolio. I dati certificano anche la crescita di interesse per l’ibrido, che in tre anni è passato dallo 0,7% al 5,5% del parco, mentre l’elettrico resta una frontiera in via d’esplorazione (dallo 0,5% del 2016 all’1,5% del 2019). Le motorizzazioni benzina sono cresciute, ma rappresentano solo il 4,2% della flotta del campione esaminato di 85.000 vetture. Vista la maggiore attenzione a modelli compatti, e mossi anche da motorizzazioni alternative, i suv di segmento B come la Skoda Kamiq rappresentano una delle nicchie in forte crescita tra le scelte dei fleet manager.

Peugeot e-208

Il motivo è legato all’ottimo rapporto tra l’abbondante spazio a bordo e misure eterne compatte, a cui si va aggiungere una dotazione di sistemi di sicurezza da vettura di segmento superiore e un gamma di motorizzazioni che spazia tra diesel, benzina e metano. Con la nuova Peugeot 208 si aggiunge anche la propulsione completamente elettrica e 340 km di autonomia prima di doversi collegare ad una presa.

La ricarica è proprio uno dei principali problemi per la diffusione delle vetture a zero emissioni, con le aziende che oltre a montare colonnine di ricarica al loro interno utilizzano i modelli elettrici in condivisione tra più persone. Per risolvere a questo problema una soluzione arriva dai modelli ibridi, a partire dalla quarta generazione della Toyota Yaris. Completamente rinnovata rispetto alla serie precedente, monta una motorizzazione 3 cilindri hybrid e possibilità di viaggiare in elettrico fino a 130 km/h.

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