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Le fondazioni imprenditoriali e corporate: moltiplicatori del valore d’impresa

Un fenomeno che produce vantaggi win-win per tutti gli attori in gioco, uno strumento in più per dare evidenza ai valori distintivi degli imprenditori

di Marco Grumo (*)

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(REUTERS)

Un fenomeno che produce vantaggi win-win per tutti gli attori in gioco, uno strumento in più per dare evidenza ai valori distintivi degli imprenditori


4' di lettura

Con l’avvento della Covid-19 abbiamo assistito a un fenomeno molto peculiare così riassumibile: più pandemia, più donazioni degli imprenditori e delle imprese a favore della ricerca e in generale dell'emergenza sanitaria e sociale. Ciò si è verificato di fatto in tutto il mondo, anche in Italia, dove molte sono state le donazioni provenienti dal settore imprenditoriale e finanziario: Esselunga, Benetton, Banca Intesa, Mediolanum, Armani, solo per citarne alcune. Si tratta della cosiddetta filantropia emergenziale (sostanzialmente straordinaria e più o meno interessata), e nello specifico della più ampia fenomenologia della filantropia imprenditoriale e corporate: una filantropia molto variegata, che va da quella continuativa e organizzata, a quella più “istintiva” emozionale e personale.

I donatori, inclusi gli imprenditori, donano anzitutto per i valori che condividono e in base alle esperienze vissute. Le agevolazioni fiscali, che sono giustamente concesse in varia misura nel mondo (e i patrimoni disponibili) costituiscono invece moltiplicatori dell'entità delle donazioni. Anche le imprese donano in relazione ai propri valori e alle proprie strategie di business e di corporate social responsibility.Tanti sono i ritorni delle donazioni, economici e non: il prestigio, la visibilità, la legittimazione sociale, anche all’estero, dell’impresa e/o dell’imprenditore e in generale l’empowerment del corporate o personal & family branding nonché l’aumento del fatturato per l’impresa fondatrice e/o del suo valore di borsa e le agevolazioni fiscali.

La filantropia - personale o corporate - per diventare rilevante e continuativa deve però costituire un atto razionale dal punto di vista economico; essa cioè deve essere “win-win” sia per il donatore sia per il beneficiario. Ne sanno qualcosa gli Stati Uniti dove questo tipo di filantropia rilevante è molto diffusa anzitutto per ragioni storico/culturali, poiché, come noto, lo Stato in quel Paese non è così pronunciato come nel contesto italiano/europeo: si pensi che in America esistono importanti agevolazioni fiscali per i donatori addirittura dal 1917.

Negli Usa, inoltre, sono molto diffusi i cosiddetti “philantrophy advisors”, cioè professionisti a tutti gli effetti che aiutano imprese, imprenditori e famiglie facoltose a realizzare progetti di filantropia strategica organizzata, win-win e razionale dal punto di vista economico.In questo scenario, aumentano in tutto il mondo le fondazioni costituite da imprenditori, famiglie di imprenditori e imprese.

Le fondazioni imprenditoriali e di impresa costituiscono strumenti importanti per donare e per fare più in generale responsabilità sociale dell’impresa, sostenibilità ed economia circolare in stretta sinergia con l'impresa fondatrice, per convogliare e mettere a sistema con l’impresa i vari slanci filantropici e le varie iniziative sociali così come per conservare nel tempo i patrimoni personali e familiari dell’imprenditore o per “mettere in sicurezza” nel tempo la proprietà azionaria di alcune società.

Nelle prime 50 corporate foundations statunitensi vi sono tutti i nomi delle grandi corporations di Wall Street: Sanofi Foundation, Novartis, Wells Fargo foundation, Bank of America, Wal-Mart, JP Morgan Chase Foundation, City Foundation, Coca Cola, Exxomobil Foundation, Caterpillar, Intel, Verizon, Ups Foudation ecc., tutte fondazioni non profit costituite e sostenute dalle imprese. Trattasi di fondazioni con dotazioni patrimoniali iniziali ed erogazioni milionarie, e in alcuni casi anche miliardarie, come ad esempio la Bill & Melissa Gates Foundation, che rappresenta attualmente la fondazione “imprenditoriale” charitable più grande del mondo.

Tante però sono anche le fondazioni imprenditoriali e corporate presenti in Italia, seppure con dimensioni e vantaggi fiscali più contenuti rispetto a quelli Usa: fondazione Bracco, Allianz, Vodafone, Mediolanum, per citarne alcune. Inoltre la riforma del terzo settore recentemente approvata agevola notevolmente nel nostro Paese questo strumento non profit, anche per i piccoli e medi imprenditori e imprese, prevedendo interessanti agevolazioni sia per quanto concerne la costituzione del patrimonio iniziale che per quanto riguarda la sua capitalizzazione nel tempo.

Chiaramente la Covid-19 ha ampliato ancor più il bisogno di questi attori sociali promossi di fatto da imprenditori “illuminati”, di buona “volontà” e attenti al bene comune.Insomma le fondazioni imprenditoriali e corporate donano denaro, beni e competenze, supportano progetti sociali, studiano problemi, raccolgono energie e relazioni, mettono a sistema donazioni, interloquiscono con le pubbliche amministrazioni, donano personale e conoscenze, realizzano programmi di corporate social responsibility e di sostenibilità per conto e insieme all’impresa fondatrice.

In molti casi costituiscono un “pezzo” della più ampia catena del valore dell’impresa, sia a livello locale che globale. Ma possono essere anche uno strumento di human resource management e in molti casi di international human resource management e/o di marketing sociale (e di international marketing), sempre più utilizzato per l’attuazione in azienda degli obiettivi di sostenibilità previsti dell'agenda ONU 2030.Quando la fondazione corporate opera in sinergia con l'impresa, il personale della corporation partecipa a progetti umanitari, sociali e ambientali, concorre a identificare alcune cause sociali o enti meritevoli, sostiene progetti con donazioni, trattenute dal proprio stipendio oppure fornendo volontariato e competenze, partecipando a iniziative di raccolta fondi, a eventi benefici, iniziative di payroll giving.

Tutto ciò aumenta chiaramente il valore delle persone che operano in azienda, le quali essendo direttamente coinvolte in esperienze sociali “viventi” si arricchiscono da tanti punti di vista: valoriale, relazionale e di appagamento personale. Spesso le ricerche mostrano anche un incremento del senso di appartenenza del personale coinvolto nei confronti dell’impresa fondatrice e un aumento del livello di motivazione, con effetti positivi per tutti.

Le fondazioni corporate e imprenditoriali costituiscono, pertanto, un grande generatore, amplificatore e trasformatore di valori e di valore che produce vantaggi win-win per tutti gli attori “in gioco”. Uno strumento in più per dare evidenza e concretezza ai valori distintivi degli imprenditori e delle imprese italiane, valori che alla fine costituiscono il vero “DNA” del nostro “made in Italy”, ancora prima della qualità dei nostri prodotti, delle nostre aziende e della nostra intelligenza creativa.

Per funzionare in modo adeguato queste fondazioni necessitano però di essere strategicamente disegnate: infatti solo modelli operativi e programmi di attività di qualità, sostenuti da board e staff di qualità (spesso distaccati dall’impresa), producono risultati di qualità per il territorio, per la fondazione, l’imprenditore e l’impresa. La formazione iniziale e continua dei board, del management e del personale-chiave delle fondazioni costituiscono un aspetto importante.

Tutti aspetti che sono anche al centro del corso on line di «Costituzione e sviluppo delle Fondazioni imprenditoriali di famiglia e d'impresa alla luce della riforma del Terzo Settore» organizzato dall'Università Cattolica del Sacro Cuore a partire dal prossimo 19 ottobre 2020 fino al 25 gennaio 2021.

* Docente di Economia aziendale dell'Università Cattolica, campus di Milano e di Brescia. Coordinatore scientifico di «Cattolicaper il terzo settore»

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