Mario Squarcina il primo comandante

Le Frecce tricolori da 60 anni colorano i nostri cieli: una storia di valori, tecnologia e competenze

La pattuglia acrobatica nazionale è nata il 1° marzo 1961, quando l’Aeronautica decise di creare un gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia dei suoi piloti

di Nicoletta Cottone

Frecce tricolori: storia di un sogno che colora i cieli da 60 anni

3' di lettura

Valori, tecnologia, competenze, capacità di fare squadra. É una storia lunga 60 anni quella delle Frecce Tricolori. La pattuglia acrobatica nazionale è nata il 1° marzo 1961, quando l’Aeronautica militare italiana decise di creare un gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia dei suoi piloti. Alla base aerea di Rivolto, in provincia di Udine, giunsero i primi sei velivoli F-86E “Sabre”, che indossavano la livrea della pattuglia del “Cavallino Rampante”, con l'emblema dell’asso Francesco Baracca (simbolo ceduto dalla contessa Paolina, madre di Baracca direttamente a Enzo Ferrari per la casa automobilistica di Maranello). Nasceva così sull'aeroporto di Rivolto, dove ancor oggi ha sede, l'Unità Speciale Acrobazia che a decorrere dal 1° luglio 1961 avrebbe assunto la denominazione ufficiale di 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. Provenivano da Grosseto, che attualmente è una delle basi deputate alla difesa dei cieli italiani e sede dell’allora 4ª Aerobrigata, oggi 4° Stormo. Ad attenderli sulla pista c’era il loro primo comandante, il maggiore Mario Squarcina, già leader e comandante della pattuglia dei “Diavoli Rossi”, che sarebbe passato alla storia, da quel giorno, come il primo comandante e “padre fondatore” delle Frecce Tricolori. Fu la prima di cellula dell’Unità speciale acrobatica, nucleo originario delle nascenti Frecce Tricolori.

I 60 anni delle Frecce tricolori

I 60 anni delle Frecce tricolori

Photogallery30 foto

Visualizza

Una pattuglia di dieci aerei, nove in formazione e un solista

Dieci aerei, di cui nove in formazione e uno solista, sono la pattuglia acrobatica più numerosa del mondo. I piloti provenienti dai reparti operativi di volo dell’Aeronautica militare, entrano a far parte della Pattuglia acrobatica nazionale tramite una selezione. Il loro programma di volo, comprende una ventina di acrobazie che lo ha resi famosi in tutto il mondo come una delle migliori pattuglie aeree acrobatiche a livello internazionale. Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, questa la denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un reparto di volo dell'Aeronautica Militare composto da circa cento militari tra ufficiali, sottufficiali e graduati. Il restante personale che appartiene alle Frecce Tricolori è costituito principalmente da specialisti addetti alla manutenzione del velivolo Aermacchi MB339A-PAN.

Loading...

Guerini: «Da 60 anni colorano i nostri cieli. Auguri»

Un compleanno salutato anche dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini con un tweet: «Da 60 anni colorano i nostri cieli. Auguri. @FrecceTricolori, simbolo di unità, eccellenza e speranza nel futuro. Ci avete fatto sentire protetti e vicini anche nei momenti più difficili. In questo anno così duro ci avete regalato un #AbbraccioTricolore che non dimenticheremo»

L’abbraccio tricolore di maggio

Da allora sono trascorsi 60 anni i in cui la Pattuglia acrobatica nazionale si è esibita in 48 paesi del mondo - dall’America alla Russia, dal Nord Europa al Medio Oriente e al Nord Africa – stendendo il Tricolore sui luoghi più belli e in occasione degli eventi più significativi della storia del nostro Paese. «Un simbolo di italianità e senso di appartenenza, ma anche dei valori e della professionalità di tutte le forze armate, nonché l'espressione delle capacità dell'industria nazionale e di tutto il Sistema Paese», sottolineano all’Aeronautica militare. «Un anniversario che cade in un momento particolarmente difficile, in cui si rinnova e rafforza l’importanza di restare uniti e fare squadra. Proprio con questo intento a fine maggio del 2020, la Pattuglia acrobatica ha compiuto uno storico sorvolo di tutti i capoluoghi di regione italiani, iniziativa che ha preso il nome dal forte valore simbolico di 'Abbraccio Tricolore', culminata con il sorvolo della città di Roma nel giorno del 2 giugno - Festa della Repubblica».

Il passaggio delle Drecce tricolore sulla piazza centrale di Codogno, martoriata dalla prima ondata del coronavirus

Il generale Rosso: «Portano il nostro Tricolore nel mondo»

«Le Frecce Tricolori - ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Alberto Rosso - sono conosciute, apprezzate e portano in tutto il mondo il nostro Tricolore. Esse sintetizzano tutto quello che è tecnologia, passione, capacità, competenza e professionalità che l'Italia è in grado di esportare e portare nel mondo».

Il comandante Farina: «Cerchiamo chi è capace di lavorare in team»

Una storia, quella delle Frecce Tricolori, fatta di passione e competenza, che gli uomini e le donne che ne hanno fatto parte in questi sessanta anni hanno contribuito a rendere celebre. «Il fattore umano all'interno della Pattuglia Acrobatica Nazionale – ha detto il tenente colonnello Gaetano Farina, comandante delle Frecce Tricolori - è fondamentale. Non parliamo di singoli, ma di squadra, non solo i piloti, ma anche tutti quelli che lavorano a terra. Andiamo a cercare chi è capace di lavorare in team, ma anche chi è in grado di mettersi in gioco ed accettare le critiche».

Le Frecce tricolori salutano Cortina prima della discesa libera mondiale


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti