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Le grandi città guida del mercato

Milano in testa, ma Trieste vede i prezzi salire del 10%

di Davide Madeddu

(Getty Images/iStockphoto)

3' di lettura

La domanda cala, ma il prezzo sale. Il mercato del mattone regge e registra un aumento che viaggia intorno all'uno per cento. E in questo scenario che vede primeggiare in assoluto Milano, crescono di circa il sei per cento, anche le quotazioni delle locazioni. A farla da padrone, nel panorama immobiliare nazionale, sono i grandi centri, (è il caso di città con più di 250 mila abitanti) dove il prezzo al metro quadro di una casa supera quelle delle altre città anche di 1.400 euro. È quanto emerge dai dati elaborati da Immobiliare.it Insights, business unit di Immobiliare.it specializzata in studi di mercato.

Nord motore propulsivo del paese

A leggere lo studio emerge che, a giugno, la cifra richiesta per l'acquisto di una abitazione a livello nazionale è stata di 2.063 euro al metro quadro con il nord che «si conferma il motore propulsivo del Paese». «In questi primi sei mesi dell'anno stiamo assistendo ad un calo nell'interesse da parte dei potenziali acquirenti, con una domanda che scende di due punti percentuali rispetto al 2021 – chiarisce Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it –. La difficile congiuntura economica e i prezzi costantemente in ascesa hanno momentaneamente raffreddato la voglia di casa degli italiani, dopo il boom che si è verificato l'anno scorso, dopo lo stop della pandemia».

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Trieste cresce di quasi il 10 per cento

L'aumento significativo si registra nel Nord Est con una percentuale del 3,5 per cento. In questo caso a livello di prezzo di acquisto, Trieste mantiene il primato di performance guadagnando il 3,7% rispetto al trimestre precedente e quasi il 10% nel confronto con il primo semestre dello scorso anno.Positivo ma più bassa la crescita del nord Ovest con un più 2,7 per cento. Situazione di sostanziale stabilità per il Centro e il Sud (+0,1% entrambi). Male invece il confronto con i primi sei mesi del 2021 per le Isole, che vedono un calo nel valore delle case dell'1,4%. Il mercato si mostra comunque resistente anno su anno sia per le grandi che per le piccole città (+0,7% e +0,8% rispettivamente).

Milano in testa

Milano si conferma la città più cara d'Italia, sfondando il tetto dei 5.000 euro al metro quadro, con una crescita di quasi il 5% su base annuale. A seguire, Firenze con un prezzo praticamente invariato anno su anno che si avvicina ai 4.000 euro al metro quadro. A Roma, dove si registra una crescita di +1,5% su base annuale per acquistare casa servono 3.336 euro al metro quadrato, mentre a Bologna che rispetto al primo semestre del 2021 guadagna un 4,2% il costo di una casa è di 3.177 euro al metro quadro. Va meno bene a Venezia e Genova dove gli immobili «perdono oltre il 2% del loro valore anno su anno, con un prezzo al metro quadro di poco inferiore ai 3.000 euro per la prima e di poco superiore ai 1.500 per la seconda».

Crescita comunque

Secondo l'ultimo indice dei prezzi di Idealista negli ultimi tre mesi l'aumento delle quotazioni è cresciuto dello 0,7 per cento, mentre considerando la variazione interannuale, i prezzi sono aumentati dell'1,5 per cento rispetto al 2021. Per Vincenzo De Tommaso, responsabile del Centro Studi di Idealista «l'economia sta attraversando un periodo di enorme incertezza e questo indebolimento inizia a farsi sentire per estensione anche sul settore immobiliare».

Prospettiva tra crisi e guerra

«Dopo un 2021 e un inizio 2022 straordinariamente positivi, la domanda mostra segni di rallentamento nel secondo trimestre - commenta -. Per i prossimi mesi il perdurare di una serie di fattori come la guerra russo ucraina, il caro prezzi e i forti rialzi dei tassi potrebbero produrre una diminuzione della richiesta di mutui frenando la propensione all’acquisto degli italiani nella seconda parte dell'anno, rallentando così la chiusura delle operazioni». Capitolo a parte, il fronte delle locazioni. Anche in questo caso l'offerta di immobili cala, il dato di immobiliare.it parla di un meno 35%, ma salgono i prezzi di circa il 5,8 per cento.

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