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Le grucce Toscanini, una storia di famiglia dai boschi della Valsesia alle boutique di tutto il mondo

di Chiara Beghelli


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2' di lettura

Un’azienda fondata nel 1920, oggi alla quarta generazione, immersa fra i boschi e i torrenti della Valsesia, specializzata nella lavorazione del legno: «Può sembrare romantico, ma il nostro primo orgoglio in realtà sono i macchinari», spiega Federica Toscanini, oggi direttore marketing dell’impresa di famiglia fondata dal nonno Ettore, che nella piccola Isolella di Borgosesia produce portabiti in legno e plexiglass, frutto di anni di studio, brevetti, e rifiniti a mano, per i più importanti nomi della moda globale.

«Il nostro primo contatto con la moda è stato con la Rinascente, di cui nel 1948 diventammo fornitori ufficiali di stampelle - prosegue -. Il grande salto risale agli anni Novanta, quelli della concorrenza cinese e del dominio della plastica, ma anche della nascita dei monomarca, nei quali i brand iniziavano a raccontare la propria identità anche attraverso gli appendiabiti».

Una delle collaborazioni più longeve di Toscanini è quella con Valentino, attiva da vent’anni, alla quale si sono aggiunti poi, fra gli altri, Kiton, Schiaparelli (per cui è stato progettato un portabiti apposito), Chanel, il “vicino” Zegna. «Ci vengono richiesti modelli sempre più personalizzati - aggiunge -, per questo stiamo estendendo la nostra offerta di essenze: lavoriamo soprattutto il faggio, ma Max Mara ci ha chiesto stampelle di frassino, Chloé di tiglio, Givenchy di palissandro». Dal 2000 Toscanini ha introdotto un altro materiale, il plexiglass, anch’esso lucidato e rifinito a mano, e ora si sta iniziando a lavorare anche la pelle. I macchinari, evoluti nel tempo per fornire lavorazioni sempre più complesse e diverse, sono talmente preziosi per Toscanini che anche quelli dismessi restano in azienda, gelosamente custoditi. Con 45 dipendenti, l’azienda sta crescendo molto bene, tanto che nel 2017 il fatturato è aumentato a doppia cifra e l’export è cresciuto del 10%, generando il 64% delle vendite.

Fra i più recenti progetti di Toscanini (una “factory” che presenta circa 70 nuovi prodotti ogni anno) c’è “Interior”, nato due anni fa, con il quale si realizzano progetti più ampi per guardaroba, non solo per negozi, ma anche per privati, yacht e hotel: «Abbiamo realizzato le cabine armadio del rinnovato hotel De Crillon a Parigi - spiega Federica -. Oggi Toscanini Interior, che nell’anno del lancio rappresentava il 3% del fatturato, genera quasi il 20% dei ricavi».

Molto bene va anche l’e-store, inaugurato nel 2010 e aperto a tutto il mondo, dove si possono ordinare grucce personalizzate con uno speciale configuratore. Tutti i progetti e i prodotti Toscanini nascono dall’energia idroelettrica prodotta da antiche centrali della zona, dismesse e recuperate proprio dalla famiglia. E d’inverno, visto che il gas non arriva fino in montagna, in azienda ci si riscalda con i trucioli avanzati dalla lavorazione. Se non è romanticismo questo.

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