INNOVAZIONE

Le imprese: avanti con Industria 4.0 ma no a nuova burocrazia

di Luca Orlando


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(ANSA)

4' di lettura

I tecnici del Mise sono al lavoro per prorogare lo schema di incentivazione del piano Industria (ora Impresa) 4.0, anche se l'ipotesi di lavoro prevede una rimodulazione delle aliquote dell'iperammortamento. L'idea, che non esclude anche tassi superiori al 250% al di sotto di una certa soglia (280%) , è quella di creare un meccanismo a scalare, che prevede incentivi decrescenti all'aumentare dell'importo dell'investimento. Sono gli stessi imprenditori presenti al World Manufacturing Forum di Cernobbio, ora arrivato in modo stabile in Italia a segnalare le novità in arrivo dal Ministero dello Sviluppo, confermate nelle grandi linee dallo stesso ministro. «Questo governo - ha dichiarato Luigi Di Maio - ha intenzione di rinnovare i programmi del superammortamento,
iperammortamento e industria 4.0” abbassando il tetto di accesso a questi fondi per portarli verso le pmi». In questi anni - aggiunge - le grandissime imprese ne hanno già beneficiato mentre le piccole e in particolare quelle del Sud sono state tagliate fuori, perché le grandi cannibalizzavano le piccole.

Lo schema è ancora in divenire, anche se a dire il vero già oggi le Pmi possono accedere in modo automatico a questi strumenti (e lo hanno fatto) mentre in relazione ad una misura specifica, la Sabatini-ter in versione 4.0, l’accesso è esclusivamente previsto solo per le Pmi. Ad ogni modo, pur se con più di una perplessità su ogni complicazione aggiuntiva delle normativa in essere, l'auspicio di tutti è che alla fine il Governo trovi le risorse per prorogare il pacchetto di bonus, elemento chiave per il rilancio degli investimenti in Italia.

«Anche le Pmi possono accedere agevolmente a queste misure - conferma Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica - e credo sarebbe meglio confermare questo schema, senza complicare la vita. Tra l’altro, non capisco le critiche all’utilizzo dello strumento da parte delle grandi imprese: averne di grandi gruppi e multinazionali che continuano ad investire qui, se questi grandi gruppi crescono e lo fanno qui è un bene per tutte le nostre filiere, in realtà i “big” andrebbero incentivati ancora di più ».

«C'è una buona probabilità che la misura venga riproposta – spiega Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia – anche perché francamente si tratta dell'unico programma serio di politica industriale degli ultimi anni, che non incide oltretutto sui conti dello Stato. La nostra proposta è quella di confermare un piano globale, che deve essere pluriennale e contemplare anche come accade ora il sostegno agli investimenti in formazione per i nuovi profili professionali richiesti».

«Occorre certamente procedere – spiega il presidente di Anie Giuliano Busetto – anche perché all'inizio del secondo semestre abbiamo visto un parziale rallentamento, credo che questo clima di incertezza certamente non sia di aiuto. Le aziende, inoltre , hanno bisogno di tempo per varare i propri piani e in particolare le applicazioni legate all'elettronica arrivano in un secondo tempo, dopo l'iniziale investimento in macchinari».

The 2018 World Manufacturing Forum Report

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Nel secondo trimestre del 2018 gli investimenti in macchinari sono arrivati al nuovo record in valore corrente, a testimonianza della spinta generata sulle strategie delle imprese.

«Noi abbiamo raggiunto grazie a questa misura il massimo storco dei nostri investimenti – spiega il presidente del gruppo farmaceutico Dompè Sergio Dompè – e abbiamo compresso i nostri profitti pur di puntare in modo deciso sulla crescita. Crede che il ministro abbia ascoltato le nostre richieste: ciò che di buono è stato fatto va mantenuto e se possibile migliorato, anche perché ora la grande sfida è quella di far evolvere le Pmi».

«I nostri piani di investimento sono impostati nel lungo termine – aggiunge il vicepresidente di Lavazza Marco Lavazza – ma è chiaro che anche noi abbiamo sfruttato a fondo questa misura. Tutto quello che può aiutare l'industria è benvenuto. E in generale penso che se si mette in piedi un meccanismo interessante, come in questo caso, occorre studiare caso mai come migliorarlo, non certo come distruggerlo».

«È un piano che il nord produttivo in particolare attende con ansia – aggiunge il presidente della World Manufacturing Forum Foundation Alberto Ribolla – anche perché una misura interessante, anche se fatta dal Governo precedente, non deve essere necessariamente smontata. Certo, le aliquote differenziate non aiutano i grandi investimenti e aggiungono nuova burocrazia, finora tutto era più semplice».

Ribolla non è l’unico a manifestare perplessità sulla nuova rotta che il Mise intende seguire. «Le cose si complicano - osserva il presidente dell’associazione degli industriali bresciani Giuseppe Pasini - e ad ogni modo va bene aiutare le Pmi ma non dobbiamo dimenticare che ciò che manca all’Italia sono le grandi imprese». «Ora abbiamo una misura facile, semplice e immediata – chiarisce il presidente di Federmacchine Sandro Salmoiraghi – e ogni complicazione rispetto a questo schema non è certo una novità positiva. Dovremo vedere nel concreto ma quello che è certo è che finora, con questa impostazione, le aziende hanno risposto in modo estremamente positivo».

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