l’indagine della bce

Le imprese dell’Eurozona chiedono più flessibilità nel mercato del lavoro

dal nostro corrispondente Alessandro Merli

(Bloomberg)

2' di lettura

FRANCOFORTE - Le grandi imprese dell'eurozona chiedono riforme che introducano maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, secondo un'indagine condotta dalla Banca centrale europea.

Fra le riforme strutturali, spesso indicate dalla Bce come il complemento essenziale della politica monetaria e della politica fiscale per favorire il rilancio della crescita, quelle del mercato del lavoro sono la priorità per le imprese interpellate dagli economisti della Bce (55 gruppi, di cui 35 industriali e il resto nei servizi, che danno lavoro complessivamente all'1% degli occupati nell'area euro), seguite da quelle per creare un miglior ambiente per l'attività d'impresa, fra cui la semplificazione amministrativa, e l'armonizzazione delle norme e delle tasse nel mercato unico europeo.

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Le imprese sostengono che le riforme realizzate finora, anche se spesso a un passo «lento e frammentato», a causa soprattutto di ostacoli di natura politica, hanno avuto un impatto positivo sulla loro attività. Anche se lo studio, che fa parte del Bollettino economico della Bce, non presenta una distribuzione geografica delle opinioni, viene sottolineato in modo particolare l'effetto delle riforme del mercato del lavoro del 2012 in Spagna, che ne hanno aumentato la flessibilità.

L’elemento della flessibilità è al primo posto nei pareri delle imprese dell'eurozona sulle riforme da fare, nonostante numerosi interventi siano stati realizzati negli ultimi anni in Spagna, ma anche in Germania e in Italia. Secondo il sondaggio, fra le priorità delle riforme future dovrebbero eserci sforzi per sostenere un uso più flessibile dell'orario, un utilizzo più facile dei contratti a tempo determinato e una legislazione che protegga in modo meno stringente l'occupazione. Questi tre obiettivi sono sottolineati da almeno l'80% delle imprese interpellate. Sul fronte del lavoro, la quasi totalità delle imprese sostiene anche la necessità di migliorare i sistemi di istruzione e formazione professionale. Questo è particolarmente importante, rileva lo studio, alla luce dello spostamento verso capacità a maggiore intensità di conoscenza, la digitalizzazione e le lacune strutturali di lungo periodo di personale specializzato in ingegneria. È considerato rilevante anche spostare il peso della tassazione dal lavoro ad altre fonti.

Tra le altre riforme potenzialmente importanti, le imprese citano quelle dirette a migliore l’ambiente per l’attività d'impresa, fra cui la riduzione del peso della burocrazia e il miglioramento delle reti infrastrutturali, soprattutto nei trasporti, con l’introduzione di maggior concorrenza. Le imprese chiedono anche la semplificazione e l’armonizzazione delle regole a livello europeo, in particolare nella concessione delle licenze all’attività. Molte imprese notano che, anche ora, è notevolmente complesso esercitare un’attività in diversi Paesi del mercato unico.

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