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Le imprese idriche Made in Science

La comunità dell’Università di Stoccarda gestisce un podcast chiamato Made in Science. Vi partecipano scienziati, ex-alunni, dipendenti e studenti dell’Università

di Piero Formica

(willyam - stock.adobe.com)

4' di lettura

Secondo quanto riferisce l'ambientalista statunitense Peter Barnes, «la fornitura di acqua dolce, la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti, il trattamento dei rifiuti, l’impollinazione, le materie prime e la regolazione del clima hanno un valore compreso tra 25 e 87 trilioni di dollari l’anno», da confrontare con un prodotto lordo mondiale in termini nominali intorno ai 94 trilioni di dollari nel 2021». È questo insieme ad essere attraversato da una profonda crisi. Il fiume della conoscenza che prende il nome di Made in Science può porvi rimedio. La comunità dell’Università di Stoccarda gestisce un podcast chiamato Made in Science. Vi partecipano scienziati, ex-alunni, dipendenti e studenti dell’Università. «Le conversazioni non riguardano solo il lavoro attuale dell’intervistato, ma si concentrano anche sulla sua personalità, su ciò che lo ha ispirato e sulla sua carriera. Una cosa che accomuna tutti gli ospiti è che hanno studiato o lavorato all’Università di Stoccarda, o lo fanno tuttora, cioè sono “Made in Science”. Come sono diventati ciò che sono? Guardando al passato, che cosa farebbero di diverso?». La forza di Made in Science consiste nello scoprire cose nuove nascoste sotto le mappe standard della conoscenza. Intuizione e lungimiranza creano spazi vuoti dove dare libero sfogo a imprese, prodotti e servizi altrimenti inconcepibili perché in contrasto con il senso comune presentando elementi sorprendenti e accostamenti inaspettati. In quegli spazi vuoti le donne sono all’avanguardia nella scienza dell’acqua e nell’imprenditorialità idrica.

Le donne, una minoranza in molte aree della scienza, con le loro scoperte hanno sostenuto il progresso scientifico e hanno partecipato alle successive ricadute imprenditoriali. Eunice Newton Foote e Mária Telkes hanno dato contributi fondamentali, rispettivamente, alla scienza del clima e ai sistemi di accumulo solare termico. Caroline Herschel scoprì nuove nebulose e ammassi stellari. Mary Somerville e Maria Mitchell si posero all’avanguardia nell'astronomia. Mary Anning ebbe una lunga carriera come cacciatrice di fossili. Lise Meitner ebbe un ruolo di primo piano nella scoperta della fissione nucleare. Irène Curie-Joliot, insieme al marito Frédéric Joliot, scoprì la radioattività artificiale. Barbara McClintock fece ricerche alla frontiera degli studi sulla genetica delle cellule di mais. Dorothy Hodgkin ricorse ai raggi X per determinare la struttura tridimensionale di una molecola. Alle ricerche di Rosalind Franklin si deve la scoperta della struttura del DNA da parte di James Watson e Francis Crick. La scoperta dovuta a Rita Levi Montalcini della proteina che permette lo sviluppo delle cellule nervose ha permesso la produzione di farmaci innovativi.

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Nell’idrologia, le donne si sono avventurate nel terreno dell’incertezza avviando continui processi cognitivi per contrastare la crisi idrica globale. Il loro impegno è scientifico e imprenditoriale. Imprese femminili socialmente responsabili nascono da diverse fonti di ricerca sull’acqua in cui le donne sono coinvolte. Ne è testimonianza la Giornata mondiale dell’acqua. A seguito dei suoi esperimenti scientifici, Pratiksha Dongare ha progettato nell'India centrale “pozzi di raccolta” per trattare le acque reflue in modo sostenibile. Li Paige Peters, sviluppando una nuova tecnologia per trattare le acque reflue in meno di 30 minuti, un tempo critico in caso di tempesta intensa, ha fondato Rapid Radicals Technology LLC. Dalla sua tesi di master alla New York University, Brittany Kendrick ha creato un'impresa che produce generatori d'acqua a energia solare. La missione dell'impresa è la fornitura di acqua pulita anzitutto alle famiglie più vulnerabili che vivono in quartieri degradati. Dai suoi studi sull'utilizzo delle foglie delle piante come filtri per ottenere acqua pulita, Priyanka Sharma ha sviluppato un sistema innovativo di filtraggio dell'acqua e di risanamento dei paesaggi ambientali degradati. Tali interventi si pongono in alternativa al ricorso alle bottiglie d’acqua di plastica. Secondo quanto riferisce Julia Watson, si è constatato che le microplastiche da esse provenienti si trovano ovunque: «nella carne e nei latticini, nel pesce, nel sangue umano e persino vicino alla cima del Monte Everest. Attraverso il consumo di acqua e cibo, si stima che una persona media consumi ogni settimana 5 grammi di plastica, – la dimensione di una carta di credito». Conducendo ricerche sulla conservazione dell'acqua, Zhiying Li ha messo a punto tecniche di modellazione idrologica per prevedere i cambiamenti di volume dell’acqua e la loro influenza sulle vite e i mezzi di sussistenza. Cindy Hu ha dedicato i suoi studi negli Stati Uniti alla ricerca ed elaborazione di dati per il monitoraggio dell'acqua potabile. Fondatrice di Ketos, Meena Sankaran fornisce informazioni in tempo reale sull’utilizzo e la sicurezza dell’acqua, e per la prevenzione di crisi idriche. Queste e altre investigazioni sulle sostanze presenti nelle forniture idriche consentono di prendere le decisioni migliori. Ricorrendo a macchinari high tech, Francesca Cassina, tra le 50 imprenditrici italiane innovative del 2022, ha dimostrato che si può ridurre l'uso dell'acqua nell'industria tessile.

Le scienziate e imprenditrici qui citate spostano la loro attenzione e le risorse disponibili dalla risoluzione dei problemi ereditati dai comportamenti conformi alla visione standard allo sfruttamento delle opportunità nascenti da una nuova visione che le pone all'ascolto della natura di cui riconoscono la rilevanza. La loro attività poggia sulla salvaguardia del valore degli ecosistemi naturali. Pertanto, esse si impegnano a rispettare il capitale naturale donato dalla natura a tutti i viventi e alle generazioni future. Se ne fanno carico con programmi durevoli che imprimono una svolta trasformativa verso il ben-essere, diversamente dai programmi temporanei che accendono fuochi di paglia che sono fumo per gli occhi.

La produzione scientifica è levatrice di imprenditorialità scientifica. Il Made in Science offre all'umanità la capacità di affrontare i cambiamenti nel “sistema Terra” dovuti all'attività umana e di aprire le porte all'epoca in cui gli esseri umani insieme all’intelligenza artificiale aiuteranno la Terra a ben-vivere. L'abbraccio tra scienza e imprenditorialità è, dunque, la risposta alle sfide poste dall'Antropocene e dal Novacene, così come le hanno esposte, rispettivamente, Paul Crutzen ed Eugene Stoermer – l'uno Premio Nobel per la chimica nel 1995 e biologo l'altro – e James Lovelock, pioniere dell'ambientalismo. Di questo abbraccio sono protagoniste le scienziate e le imprenditrici scientifiche.

piero.formica@gmail.com

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