ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’IMPATTO DELLA CRISI

Le imprese italiane migliorano in resistenza

Nessuno confronto con il debito pubblico: secondo Equita il sistema industriale italiano è meno indebitato rispetto alla crisi del 2008 e conta su banche più solide

di Mara Monti

default onloading pic
(ANSA)

Nessuno confronto con il debito pubblico: secondo Equita il sistema industriale italiano è meno indebitato rispetto alla crisi del 2008 e conta su banche più solide


4' di lettura

A volte la storia insegna e le aziende italiane sembra abbiano imparato la lezione impartita dalla precedente crisi finanziaria quando la mancanza di liquidità, la difficoltà delle banche a esporsi nei confronti delle imprese, aveva creato un corto circuito difficile da gestire. Oggi lo scenario si presenta diverso con le industrie meno indebitate e un sistema bancario più solido. Se questo sarà sufficiente a rispondere alla crisi del coronavirus è presto per dirlo. Di certo, le società italiane finora sono state colpite duramente dalla pandemia, con l'indice FtseMib in calo del 28% da inizio anno, anche a causa dell'allargamento dello spread BTp-Bund.

Imprese meno indebitate e sistema bancario solido

Uno dei principali elementi di debolezza dell'Italia è l'elevato livello di debito pubblico, soprattutto rispetto agli altri paesi europei. Ma in tutto questo ci sono anche elementi di forza dell'economia italiana: a cominciare dal basso debito privato (in linea se non addirittura inferiore rispetto a quello di altri paesi europei) e dall'alto tasso di risparmio (pari al 10,5 per cento). A dirlo è un report di Equita secondo il quale «le aziende italiane quotate, e in particolare il settore industriale e dei servizi, che sono la spina dorsale dell'economia italiana, hanno una leva finanziaria ragionevole, con un sistema bancario più solido rispetto al passato - spiega Luigi de Bellis, co-responsabile dell'ufficio studi di Equita - il Non performing loans ratio è sceso dal 18,6% del 2015 al 7,3% del 2019, un cambiamento molto più significativo rispetto alle contrazioni avvenute dal 2009».
Secondo i calcoli di Equita, se si guardano le società definite «Italian Champions» ovvero le aziende che negli ultimi 10 anni hanno mostrato i migliori tassi di crescita e di performance borsistica, la fotografia è ancora migliore con un leverage medio 1.3x a fine 2019 e con appena il 33% delle società del panel con un grado di leva superiore a 2x; il 25% del campione delle società ha una posizione finanziaria netta positiva, una solida capacità di generare cassa sia nel 2019, con un indice di copertura degli interessi ampiamente positivo e quasi il doppio rispetto al valore medio del campione; inoltre, presentano una solida dotazione patrimoniale per gli asset gatherers (Fineco, Banca Generali, Banca Mediolanum), con CET1 ratio superiore al 14% e ampiamente in eccesso rispetto ai requisiti SREP.

Bene anche il confronto internazionale

Se si considerano le società del FtseMib, escludendo i finanziari, il 20% ha una posizione finanziaria netta positiva con una leva finanziaria media pari a 1.9x che indica quindi un grado di indebitamento sostanzialmente contenuto; 4 settori su 13 che compongono l'indice mostrano una leva superiore alla media, ma coerentemente con gli standard della loro industria caratterizzata da alta visibilità regolatoria e minor ciclicità, e sostenuti in ogni caso da una solida generazione di cassa: tra questi Utilities (3.1x), Telecom (3.2x), Transportation (4.9x).

Allargando il campo di analisi all'intero campione analizzato (pari al 96% della capitalizzazione del mercato italiano), Equita rileva che il grado di indebitamento medio per il 2019 risulta pari a circa 1.9x e che 6 settori su 22 mostrano una leva superiore alla media, tra cui Trasportation (4.5x), Retailing (3.7x), Telecom e Payment con un dato compreso tra 3.1x e 4.3x.

IL CONFRONTO

Debito delle società a confronto (Fonte: Equita Sim)

IL CONFRONTO

Se confrontate con i principali indici internazionali il risultato resta positivo: il mercato USA (S&P500), ad esempio, ha il 19% delle aziende con cassa netta, il Cac40 il 17%, l'Ibex il 12%, mentre sono posizionate meglio le società dell'indice giapponese Topix e del Dax (24 per cento). «Le società che hanno una leva più alta della media sono in settori strategici (Utilities, Telecom, Trasporti) - spiega de Bellis - dove è alta la presenza dell'azionista pubblico, e quindi dove il merito di credito, sia per caratteristiche del business (in molti casi regolato), sia per l'azionista, è comunque molto buono». Escludendo tali settori, la leva finanziaria complessiva è ancora più contenuta.

Banche più patrimonializzate

Guardando al settore bancario, negli ultimi dieci anni si è ulteriormente rafforzato con un grado di patrimonializzazione è quasi raddoppiato dal 2009 ad oggi, con il CET1 ratio cresciuto dal 7.3% al 13.5% (2019), ampiamente sopra ai requisiti minimi regolamentari (lo SREP medio è pari a circa il 9%); in termini assoluti, il capitale è salito dai 91 miliardi di euro del 2009 a circa 130 miliardi del 2019 (circa +40%). Migliorata anche la qualità degli attivi delle banche con lo stock di crediti deteriorati lordi sceso da 139 miliardi di euro a 104 miliardi (con un miglioramento ancora più marcato dal 2015 ad oggi), mentre l'NPE ratio è calato dal 9.3% al 7.6%, avvicinandosi alla soglia target definita dai regulator pari al 5 per cento. Con un sistema bancario rafforzato e una leva finanziaria delle imprese contenuta il profilo che ne emerge è di «assoluta traquillità», secondo Equità.

«I nostri imprenditori sono stati molto diligenti nella gestione delle proprie aziende - conclude de Bellis - anche grazie alla presenza limitatissima di azionisti di riferimento di natura finanziaria (Private Equity) che fanno un utilizzo più importante del debito nelle aziende. Si può concludere che rispetto al 2008-09, il nostro sistema bancario è molto più solido, con un grado di patrimonializzazione quasi raddoppiato dal 2009 ad oggi e una miglior qualità degli attivi».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti