trasporti

Le inefficienze logistiche in Italia causano perdite da 30 miliardi l’anno

Raoul de Forcade


default onloading pic
(Agf)

2' di lettura

Le attuali inefficienze sul fronte infrastrutturale e logistico pesano ogni anno per valori compresi tra 25 e 35 miliardi di euro, equivalenti all’1,5-2% del Pil italiano. È quanto emerso durante il convegno Infrastrutture digitali e logistica delle merci, organizzato da Uirnet (la società del Mit incaricata di realizzare e gestire Pln, la piattaforma logistica nazionale digitale) e dal suo concessionario di servizi Logistica Digitale (joint venture tra Dxc, Fai Service e Vitrociset del gruppo Leonardo).

La Pln, è stato detto durante il meeting, è in grado di permettere un recupero di efficienza nel sistema per una somma tra 7 e 10 miliardi di euro, pari al 7,5% del Pil nel settore logistico e allo 0,5% del Pil italiano.

«Attraverso la trasformazione digitale della logistica italiana e lanciando sul mercato un’offerta di servizi innovativi orientati alla digitalizzazione della catena logistica - ha affermato Fabrizio Perrone, ad di Logistica Digitale - possiamo creare un ecosistema, consolidando e coltivando le esperienze sviluppate insieme a una rete di partner, rendendo disponibili le migliori competenze del settore e valorizzando le esperienze locali».

«Se si vuole uscire dalla situazione attuale di efficienza relativa del sistema logistico nazionale - ha aggiunto Rodolfo De Dominicis, presidente e ad di Uirnet - lo Stato non può stare a guardare, ma deve intervenire con un monitoraggio attento sull’andamento del sistema, una verifica costante delle performance dei singoli attori e, soprattutto, deve continuare a promuovere, ma questa volta definitivamente, un sistema terzo che sia in grado di raccogliere, esaminare e gestire i flussi di dati che vengono dal campo per le finalità decisorie che gli competono».


La piattaforma, ha proseguito, «è pronta, è stata fatta, adesso la gestisce per 20 anni il nostro concessionario. Dopo, il problema sarà capire quanto lo Stato debba intervenire per garantire l'equilibrio economico-finanziario del sistema».

Il settore della logistica, è emerso nel convegno, genera 85 miliardi di euro di valore aggiunto (5% del totale italiano); impiega circa 1,1 milioni di lavoratori; rappresenta il sistema portante su cui si muovono 887 miliardi di euro di interscambio commerciale dell’Italia con il mondo. Infine, rappresenta l’asset distributivo del Paese e di posizionamento dei prodotti e della manifattura italiana nel mondo (oltre 463 miliardi di euro nel 2018).

In questo quadro, i porti rappresentano il principale partner distributivo e di posizionamento dei prodotti della manifattura italiana per l’accesso ai mercati internazionali e ai consumatori, favorendo la penetrazione dei prodotti italiani nel mondo. In particolare, la portualità italiana detiene il 55% del totale delle esportazioni italiane extra-Ue, pari a 112 miliardi di euro di merce che, nel 2018, è partita dai porti italiani (su un totale di 205 miliardi di euro); il 30% del totale delle esportazioni italiane mondiali, pari a circa 140 miliardi di euro di merce partita nel 2018 dai porti italiani (su un totale di 463 miliardi di euro).

La portualità italiana, inoltre, detiene una quota tra il 65% e l’80% sul totale delle esportazioni tricolori dirette in Usa (totale export 42,5 miliardi di euro), Brasile (totale export 3,9 miliardi di euro), Cina (totale export 13,2 miliardi di euro) e India (totale export 4 miliardi di euro).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...