Partnership pubblico-privato

Le istituzioni fiorentine in aiuto alla filiera del tessile-moda

Abbigliamento e accessori sono tra i settori più colpiti dalla pandemia in tutta Italia – La Fondazione Cassa di Risparmio ha ideato un’iniziativa per le piccole e micro imprese

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

Firenze tende la mano a una delle sue industrie più importanti, quella della moda che conta centinaia di aziende attive nel tessile, abbigliamento, borse, scarpe, gioielli e bijoux e che è una delle più colpite dagli effetti nefasti del Covid. L'aiuto, ideato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Firenze e da Banca Intesa Sanpaolo, è destinato alle imprese piccole e micro e prevede un innovativo effetto-leva.

Necessario un aumento di capitale
Condizione essenziale è che l'azienda investa (almeno) 10.000 euro nell'aumento del proprio capitale. A fronte di questo rafforzamento patrimoniale la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze darà un contributo a fondo perduto pari a 20.000 euro, il doppio dell'esborso privato (contributo che potrà arrivare a 30.000 euro nel caso si tratti di un progetto di aggregazione); e Banca Intesa erogherà un finanziamento senza garanzie (e a condizioni di favore) che moltiplica da tre a cinque volte il contributo della Fondazione, dunque tra 60.000 e 100.000 euro.

Condizioni favorevoli
Le condizioni del prestito “d'impatto” sono: durata dieci anni, interessi 0,4% nominali annui con pagamento in unica soluzione alla scadenza, rimborso in due volte, il 40% al quinto anno e il restante 60% al decimo anno. Gli aiuti possono essere cumulati con quelli nazionali e regionali. I tre livelli - investimento privato, contributo a fondo perduto e finanziamento bancario a condizioni agevolate - sono legati tra loro dall'effetto-leva: investendo 10.000 euro si potrà dunque avere in tutto 130.000 euro (140.000 nel caso di aggregazioni), con un moltiplicatore pari a 13.

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Tempo fino all’8 febbraio
Il bando per presentare le domande si è aperto ieri, 28 dicembre, e si chiuderà l'8 febbraio 2021; è rivolto ad aziende piccole e micro (almeno cinque dipendenti) attive nel settore moda ma anche lifestyle (gioielli, profumi, cosmetica, design) con sede nella Città metropolitana di Firenze. L'attività deve aver subito una flessione di fatturato di almeno il 25% nel 2020. Le risorse erogate dovranno servire a «scopi sociali», in linea con quelli di un ente di origine bancaria, come hanno spiegato il presidente e il direttore della Fondazione Cr Firenze, Luigi Salvadori e Gabriele Gori, citando come esempio la salvaguardia dei posti di lavoro.

Ampia potenziale platea
Le piccole aziende fiorentine potenzialmente interessate a questa misura sono circa 2.800 (2.500 attive nel tessile, abbigliamento, pelletteria e calzature e 300 nel lifestyle), che fanno sperare i promotori in una buona adesione al bando. La selezione dei candidati sarà fatta dalla Fondazione insieme con il Centro di Firenze per la moda italiana guidato da Antonella Mansi, che è il soggetto attuatore dell'intervento. Le risorse stanziate dalla Fondazione per il bando Moda sono pari a tre milioni di euro e serviranno ad aiutare al massimo 150 aziende fiorentine (con 20mila euro a testa). La stessa Fondazione ha stanziato altri 7 milioni per settori colpiti dall'emergenza Covid come l'artigianato artistico e il turismo, per un totale di 10 milioni di contributi a fondo perduto che andranno a braccetto con 50 milioni di prestiti d'impatto erogati da Banca Intesa.

Nome evocativo
Il progetto, battezzato Rinascimento Firenze, finora ha visto la pubblicazione di tre bandi sui cinque previsti. «Se le risorse non dovessero essere impiegate per intero, riapriremo i bandi - ha già annunciato il presidente Salvadori - e se ci fosse bisogno di mettere ulteriori risorse, lo faremo: vogliamo aiutare le tante imprese che non vogliono arrendersi e desiderano andare avanti, crescere e innovarsi».

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