intervista a jeff hines

«Le Jeep ibride plug-in nasceranno a Melfi»

di Mario Cianflone


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4' di lettura

Jeep rilancia sull’Italia. Il marchio principe del gruppo Fca è infatti ripartito dal nostro paese conquistando, con la Renegade costruita negli stabilimenti di Melfi, una nuova dimensione industriale e un inedito posizionamento di mercato nel settore sempre più strategico dei suv compatti. Ma è anche dall’Italia che parte la rivoluzione dell’ibrido ricaricabile. Jeff Hines, massimo responsabile di Jeep per l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), conferma che nello stabilimento italiano, dove viene assemblata anche Fiat 500X, sarà costruita non solo la Renegade ibrida ma anche la più grossa Compass. «Inizieremo a produrre a Melfi – dice Hines - la Renegade con powertrain phev (Plug-in ibrid) e anche la Compass». In Italia saranno dunque costruiti i due modelli Jeep più importanti del momento che saranno offerti, puntualizza il manager, anche con motorizazzioni convenzionali diesel e benzina.

«Il modello Renegade – dice - è una delle Jeep più vendute nella regione Emea. L’abbiamo rinnovata da poco con nuovi motori a benzina (i Firefly a 3 e 4 cilindri, ndr), interni e tecnologia aggiornata anche sotto il profilo dei sistemi di assistenza alla guida. E il mercato ha reagito molto bene: a novembre, la nuova Renegade ha quasi raddoppiato gli ordini anno su anno. Proseguendo a questo tasso di crescita, entro fine anno Renegade taglierà il traguardo delle 300mila unità vendute dal lancio. Compass, invece è diventata leader del suo segmento». In Europa Jeep è cresciuta a novembre del 50% e del 70% in Italia.

«Nel totale anno gennaio/novembre – dichiara Hines - Jeep si conferma quindi il marchio automotive di maggior crescita nella regione EU28 + EFTA, poiché le sue vendite continuano ad aumentare da 15 mesi consecutivi. Mentre Compass è risultata la Jeep più venduta d’Europa con oltre 72.000 unità e si conferma il C-Suv più venduto in Italia. E nel mese di novembre ha registrato una crescita degli ordini superiore al 60%; le vendite sono invece raddoppiate in Italia, Germania e Spagna. La conferma che dal prossimo anno sarà prodotta a Melfi dà una nuova prospettiva al comparto automotive italiano.

«Questi rinnovamenti - spiega il manager - ci hanno permesso di aumentare le vendite anno su anno di Jeep (dati di novembre) di quasi il 50%,di raddoppiarle in Spagna e di incrementarle di oltre il 70% in Italia.

In Europa il marchio americano ha da poco lanciato la Wrangler, cioè la nuova generazione della madre di tutte le Jeep, il fuoristrada iconico il cui stile e Dna risale ai tempi della Willis del 1971 e alla Seconda Guerra Mondiale. «La Wrangler - dice Hines - ha appena registrato il migliore mese per quanto riguarda i volumi di vendite, con un aumento di oltre il 96% rispetto al 2017, ha triplicato gli ordini in Italia e raddoppiati in un mercato fondamentale quale il Medio Oriente. Inoltre Wrangler ha sconfitto avversari del calibro di Land Rover Discovery, Lexus LX e Mercedes-Benz G-Class».

In realtà, su Wrangler c’è un elemento critico: il nuovo modello Jeep ha preso solo una stella su 5 nei crash test EuroNcap (la Fiat Panda ne ha prese zero). Il deludente risultato di un modello nuovo ha destato stupore perché la valutazione dell’ente europeo trova origine nell’assenza di alcuni sistemi digitali di assistenza. Hines tuttavia spiega le ragioni e difende il progetto: «Wrangler – dice – è un fuoristrada e alcuni sistemi elettronici non sono adatti al suo ruolo, inoltre lo stile iconico penalizza in alcune tipologie di urto, ma vi assicuro che si tratta di una vettura molto sicura».

E le prospettive per i prossimi anni? Sono tutte lungo la strada dell’elettrificazione. «A inizio 2020 - dichiara Hines - inizieremo a vendere le Renegade ibride plug-in e successivamente le Compass. I dettagli sulla motorizzazione li daremo al salone di Ginevra di marzo. Ci attendiamo che le varianti phev (plug-in hybrid) possano pesare per un 20-25% sui volumi di vendita complessiva a regime. E questo a discapito delle diesel che comunque resteranno in gamma e che aggiorneremo costantemente. A partire dalla fine 2020 inizieremo invece a valutare l’introduzione di un modello full electric di taglia compatta».

Quanto alle situazione del mercato italiano sottoposto a pressioni economiche pesanti, Jeff Hines, si dice preoccupato per la situazione di incertezza generata da eventuali tasse e dalle normative per le emissioni restrittive anche a livello locale.

«Si tratta - dice- di misure che impattano sempre sui volumi di vendita e non fanno bene all’industria dell’auto. Per quanto riguarda invece il diesel confermo che manterremo la capacità industriale perché se da una parte è vero che è in declino, va anche considerato che in alcuni mercati come l’Italia pur ridimensionato resterà un motore dai volumi molto importanti almeno per i prossimi cinque anni. Infatti la nostra offerta per Renegade e Compass made in Italy sarà articolata su tre opzioni: benzina, diesel e ibrido ricaricabile».

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