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Le leader Esg italiane promosse a pieni voti, da Marcegaglia Steel a Prysmian

Per Statista le società pioniere della transizione ecologica hanno migliorato il voto: 7,5 rispetto alla «sufficienza» del 2021

di Laura La Posta

(Murrstock - stock.adobe.com)

3' di lettura

L’anno scorso il voto medio era 6: la sufficienza. Ora il campione di aziende Leader della sostenibilità è da sette e mezzo: oltre il discreto. Il giudizio è di Statista, società di rilievo internazionale nell’analisi dei dati.

«È un bel passo avanti - conferma Thomas Clark, Senior associate partner -. Rispetto alla prima edizione della lista, realizzata con Il Sole 24 Ore, molte imprese hanno fatto meglio e lo score medio è così passato da 63,8 punti agli attuali 75,7, su un massimo di 100 punti. L’analisi degli oltre 40 indicatori sulle tre dimensioni della sostenibilità parla chiaro: le imprese italiane sono tra le migliori d’Europa sui criteri Esg (Environmental, social, governance)».

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Come si spiega il progresso, in un’Italia ferita dalla pandemia da Covid-19? Il Sole 24 Ore ha girato la domanda a Nino Tronchetti Provera, fondatore di Ambienta, l’asset manager leader nell’applicazione della sostenibilità ambientale al mondo degli investimenti. Una B Corp certificata che gestisce asset per oltre 1,5 miliardi, concentrandosi su investimenti in società guidate dai megatrend ambientali. Nel private equity gestisce il più grande fondo al mondo con questa strategia e ha completato una cinquantina di investimenti. Nei mercati quotati ha dato il via al primo fondo absolute return sulla sostenibilità. In quanto potenziale investitore in diverse imprese, ha scelto con fair play di non partecipare all’analisi.

«La transizione verso modelli di business sempre più sostenibili è la più grande rivoluzione nella storia dell’economia - afferma Nino Tronchetti Provera - come dimostrato dalla resilienza dei sustainable champions durante la pandemia e tra le tante difficoltà dell’economia mondiale. Ipotizziamo tre casi. Un’azienda che produce trattori e sceglie valvole che fanno risparmiare il 5% dei consumi; un’impresa del food & beverage che sostituisce i coloranti chimici con quelli naturali e viene così preferita ai competitor; un produttore di mobili che passa da vernici a base solventi a quelle a base acqua dando una risposta a un mercato che chiede questo. Queste aziende resisteranno meglio di altre, anche ora che i prezzi delle materie prime sono cresciuti a dismisura» .

Chiara la fotografia, ora mettiamo a fuoco qualche protagonista. Prysmian, leader globale della produzione di cavi per tlc e delle infrastrutture elettriche, ha confermato il suo approccio Esg fully integrated per raggiungere l’obiettivo net zero entro il 2035 per le emissioni generate dalle sue attività ed entro il 2050 per quelle lungo la catena del valore. Una sfida ambiziosa, ben oltre gli obiettivi che si è posta (a parole) la comunità internazionale.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Gruppo Sofidel, noto per il marchio Regina, uno dei principali produttori al mondo di carta per l’igiene. La società ha investito oltre un miliardo in quattro anni in sostenibilità ambientale a livello internazionale. Ha così potuto confermare la sua roadmap al 2030: ridurre del 40% le emissioni dirette di CO2 (sul 2018) e del 24% quelle della sua catena del valore.

La tutela ambientale si esprime in Marcegaglia Steel attraverso l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, la cogenerazione, il recupero energetico della produzione, la riduzione degli scarti e l’innovazione. Con 6,2 milioni di tonnellate di acciaio lavorate all’anno e un fatturato di oltre 7,5 miliardi (nel 2021 al record), Marcegaglia punta sulla crescita sostenuta, inclusiva e green. Di rilievo l’investimento in H2 Green Steel, la società svedese produttrice di acciaio a zero emissioni utilizzando anche l’idrogeno verde. Il primo gruppo italiano siderurgico è cofondatore e partner commerciale per il Sud Europa di quella che rappresenta la prima acciaieria al mondo completamente green. Numerose le iniziative filantropiche e formative portate avanti dalla società e dalla Fondazione Marcegaglia Onlus, a vantaggio di giovani, comunità locali e in Africa.

Obiettivo emissioni zero (dei centri commerciali in Italia) per Igd Siiq, la prima quotata del settore immobiliare retail. Forti gli investimenti per migliorare l’efficienza energetica, comprare e produrre energia da fonti rinnovabili, incrementare la raccolta differenziata, migliorare il benessere dei dipendenti, adottare una governance trasparente, promuovere buoni rapporti con le comunità locali. Stesso focus per la sua azionista principale, Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa italiana di consumatori: grande attenzione alla responsabilità sociale e all’economia circolare.

Attenta alla sostenibilità sociale Tesmec (quotata al segmento Euronext Star Milano, fornitrice di tecnologie per il trasporto di energia e il lavoro in cave e miniere), che ha intrapreso un percorso organico per mettere in pratica la sua politica di sostenibilità, con azioni allineate all’Agenda 2030 Onu di sostenibilità. Di rilievo il piano welfare per i dipendenti, arricchito con il bonus carburante .

Tutti Leader con una forte strategia di sostenibilità, non per immagine ma per portare vantaggi al pianeta e a sé stessi.

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