Crisi industriali

Le linee produttive ACC vendute in Bangladesh

In vista della reindustrializzazione del sito affidata alla sest di Limana, che avvierà una produzione differente rispetto ai compressori per frigoriferi

di Barbara Ganz

2' di lettura

Nella sede del Comune di Borgo Valbelluna che tanti capitoli della vertenza ACC ha ospitato, si compie uno degli ultimi atti: le linee produttive della storica fabbrica dei compressori ex Zanussi, poi passata a una proprietà cinese ma mai uscita dalla crisi (ma non una crisi di mercato, perchè la domanda non è mai venuta meno), passano di proprietà. Il ministero dello Sviluppo Economico ha aggiudicato la gara internazionale per la cessione delle linee non comprese nell'offerta della Sest di Limana a Walton Group, produttore di elettrodomestici con sede in Bangladesh, che si avvia a un fatturato di 1 miliardo di dollari e a un organico di 30.000 dipendenti.

Il produttore del Bangladesh

A sottoscrivere il contratto di cessione il Commissario straordinario di ACC, Maurizio Castro, e il Ceo e proprietario di Walton Group, Golam Murshed.Golam Murshed. Quella di ACC è stata una storia corale di mobilitazione per l’azienda: lavoratori, regione, sindacato, poi il Mise. E questa «non è una giornata di gioia», chiarisce lo stesso sindaco Stefano Cesa, che invita a riflettere sulle politiche industriali che non sono di fatto riuscite a trattenere in Italia una parte fondamentale della filiera del freddo.

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I tempi però, spiega Castro, erano stretti: «Meno di un mese per mettere a disposizione le prime aree dello stabilimento alla Sest di Limana (Belluno), che procederà a una reindustrializzazione completa realizzando qui un prodotto differente. L’offerta presentata a inizio febbraio da LU-VE Group, multinazionale varesina quotata alla Borsa di Milano cui fa capo Sest, riguarda infatti l'acquisizione del ramo d'azienda di Italia Wanbao ACC per l’installazione di linee di produzione di scambiatori di calore, già realizzati nella fabbrica bellunese oltre che in altri siti del Gruppo, con la previsione di investimenti complessivi nel sito pari a 6 milioni in tre anni.

Dunque la prospettiva era smantellare e rottamare le linee «che significano 50 anni di fatica, competenza, innovazione e 180 milioni di compressori realizzati - spiega Castro - Gli stessi dipendenti preferiscono che si sia evitata questa fine. L’offerta di Walton ci permette inoltre di incassare quanto serve per ripagare il debito verso alcuni lavoratori, per circa 2 milioni, e anche per rispettare la promessa fatta ai fornitori industriali, soprattutto quelli del territorio, per non lasciarli indietro».

Walton è una «Samsung del futuro» nella definizione del commissario straordinario, una azienda giovane che punta sul ciclo completo: produce frigoriferi, televisori e altri elettrodomestici su ciclo completo, anche i singoli componenti come il compressore. Ha rilevato anche marchi e brevetti, perciò sarà possibile trovare il compressore K firmato ACC nelle future produzioni. Infine, una parte dei dipendenti ACC non riassorbiti da SestT saranno reimpiegati in Walton per lo smontaggio e rimontaggio delle linee e la successiva formazione in in Bangladesh.


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