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Le luci per lo spettacolo si riaccendono all’estero

di Giovanna Mancini

2' di lettura

Pierfrancesco Palù sa bene che cos’è la tenacia e lo sanno bene i cinque soci che lo hanno seguito nel rilancio di uno storico marchio dell’illuminazione professionale, la Spotlight di San Giuliano Milanese, che dal 1969 progetta e realizza proiettori per lo spettacolo e per l’architetturale. I sei dipendenti (tutte figure chiave nell’organigramma aziendale) decisero infatti nel 2019 di rilevare il marchio e portare avanti le attività dell’azienda, che dopo alcuni anni di difficoltà rischiava di fallire o di essere venduta. Grazie ai fondi della legge Marcora e alla caparbietà dei suoi dipendenti, la Spotlight diventa cooperativa a fine 2019 e comincia le attività nel febbraio 2020. Sì, proprio quando ebbe inizio l’incubo del Covid. «Siamo stati costretti a chiudere poche settimane dopo la nostra riapertura», ricorda Palù, che della Spotlight è rimasto direttore tecnico, aggiungendo la carica di presidente della cooperativa. «L’inizio non è stato facile, anche perché noi serviamo soprattutto il mondo dei teatri, che è stato molto penalizzato dalla pandemia», spiega. Eppure, i risultati non si sono fatti attendere. «Abbiamo deciso di tornare alle origini, concentrandoci sulla creazione di apparecchi professionali ed eliminando le attività di natura commerciale che erano state aggiunte negli ultimi anni e che hanno contribuito a peggiorare i conti della Spotlight», aggiunge il presidente. La produzione in senso stretto avviene all’esterno, mentre all’interno restano le competenze, le attività di ricerca e sviluppo, di progettazione, il magazzino e un’officina per la prototipazione e l’assistenza tecnica. «Aver mantenuto il marchio ci ha aiutati anche a tenere il parco storico dei nostri fornitori, che hanno creduto in noi – spiega Palù –. Abbiamo investito soprattutto sul mercato estero, ribaltando il rapporto tra la parte di fatturato realizzato in Italia, oggi al 30%, e quella realizzata all’estero, il restante 70%». Nel 2021 il fatturato ha raggiunto i 2,5 milioni di euro, superando le previsioni di budget che fissavano gli obiettivi a 2 milioni per i primi tre anni. La strada per tornare ai tempi d’oro della Spotlight (circa 6-7 milioni di ricavi) è ancora lunga, ma tracciata e solida.

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