il ministro francese

Le Maire: ora nuovo slancio ai rapporti Italia-Francia

Per il ministro dell’Economia francese antitrust europeo troppo lento sulla fusione Fincantieri-Stx. Per Renault-Fca: occorre aspettare una schiarita tra francesi e giapponesi

di Stefano Carrer


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Ansa

2' di lettura

Il nuovo governo italiano rappresenta una «opportunità unica per dare nuovo impeto» sia ai rapporti tra Italia e Francia sia al ruolo dell’Italia al centro della costruzione europea: è il messaggio principale lanciato oggi dal ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire a margine del Forum The European House-Ambrosetti di Cernobbio (dove è intervenuto per la terza volta come ministro).

Tra qualche giorno Le Maire incontrerà a Helsinki il nuovo ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (che ha già sentito al telefono), al fine di “accelerare” sia sui dossier bilaterali sia sulle iniziative per il rafforzamento dell’Eurozona «su cui Italia e Francia hanno molti punti e interessi comuni». Di necessità di “accelerare” Le Maire ha parlato su vari versanti, compresa una critica allAntitrust europeo per la sua lentezza nel prendere decisioni, in riferimento esplicito ai tempi lunghi per l'approvazione della fusione tra Fincantieri e STX.

Sul fronte di una nuova politica europea sulla competitività già delineata tra Francia e Germania, Le Maire ha detto di contare sull'appoggio italiano. Più sfumato è stato il suo commento sulle prospettive del progetto di fusione, andato in stallo, tra Fca e Renault: «Per ora la priorità è cercare di rafforzare l'alleanza tra Renault e Nissan. Fare due cose alla volta forse non è opportuno». Ha fatto intendere, insomma, che occorre prima convincere i giapponesi a non opporsi alla fusione europea.

È poi spiccato il suo esplicito appello alla Germania perchè faccia di più per stimolare la crescita sua e dell’Europa, soprattutto attraverso maggiori investimenti sull’innovazione. «Il panorama economico europeo non ha precedenti storici, tra crescita appiattita, inflazione bassa, tassi bassissimi o anche negativi: in questo contesto, chi ha spazi fiscali ampi di manovra deve agire». «Ho sottolineato che questo è nell’interesse dei tedeschi: in un recente incontro ho riscontrato che i ceo, francesi e tedeschi, sono tutti del parere che occorra accrescere gli investimenti per la crescita».

Quanto alla questione della tassazione digitale, Le Maire ha sottolineato l’urgenza di accelerare verso la definizione di una normativa comune in sede Ocse, in modo da porre fine a una situazione in cui le più grandi multinazionali pagano molte meno tasse delle piccole imprese: se Parigi ha già varato una sua tassazione nazionale, è disposta ad adeguarsi anche retroattivamente a una futura normativa Ocse.

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