CICLISMO

Le mani di sua maestà Tom Dumoulin sul Giro d’Italia

di Dario Ceccarelli

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(ANSA)


3' di lettura

Niente da fare. In una tappa col diavolo in corpo, arrivata a Bergamo con mezz'ora di anticipo, con discesa e risalite ubriacanti e un sole quasi africano, l'olandese Tom Dumoulin ribadisce che il leader del Giro è lui. Che la maglia rosa non ha nessuna intenzione di cederla. Che gli avversari devono mettersi il cuore in pace e accontentarsi di quello sua maestà, bontà sua, concede.

Un segnale forte e chiaro per comunicare alla concorrenza che anche nell'ultima settimana che verrà, montagne o non montagne, non c'è trippa per gatti. Anzi che il gattone è lui, l'olandese di Maastricht. Il Pifferaio Rosa. Gli altri, i topolini, devono limitarsi a seguirlo e a rosicchiare qualche briciola rimasta per strada.

La vittoria di tappa va all'altro bello del Giro, il lussemburghese Bob Jungels, abile ad aggiudicarsi lo sprint finale davanti a Quintana e Pinot.

Vincenzo Nibali, settimo davanti a Demoulin, mostra qualche segnale di ripresa sullo strappo della Boccola a circa 4 chilometri dal traguardo. Vincenzo ci prova, guadagna qualche secondo, ma poi il gruppo dei migliori lo risucchia senza troppi problemi. Notevole il guizzo di Quintana che gli permette di recuperare sei secondi d'abbuono. Briciole visto che il colombiano ora in classifica è secondo a 2 minuti e 40” dall'olandese, ma comunque segnale di buona condizione e combattività.

Da notare che Quintana è anche finito a gambe all'aria in una delle tante cadute che hanno caratterizzato la giornata (rovinosa quella di Kangert, sospetta frattura al gomito sinistro).

Dumoulin però non ne ha approfittato fermando la squadra per dar modo al colombiano di recuperare. Un gesto elegante degno di un leader del Giro. “ Non mi piace vincere quando gli avversari cadono o forano” ha detto l'olandese. “ La prossima settimana sarà durissima, ma se arrivo in maglia rosa fino a Milano voglio farlo nel migliore dei modi”.

Eccoci qua, dunque. Lunedì si riposa. Poi siamo all'ultima settimana di questo centesimo Giro d'Italia che non è ancora finito ma che potrebbe, per la prima volta, essere conquistato da un corridore olandese.

Finora Dumoulin , al settimo giorno in rosa, è stato il Migliore. Il più forte in assoluto. Uno strapotere da grande campione. Brillante sul Blockhaus, micidiale nella cronometro del Sagrantino, spietato salendo al santuario di Oropa, dove negli ultimi 9 chilometri ha impiegato solo 10 secondi in più di Marco Pantani quando nella famosa rimonta del 1999 era stato attardato da un incidente meccanico. E scusate se è poco.


Tre indizi che fanno una prova: cioè che il Grande Pifferaio di Maastricht è l'indiziato numero uno per il podio. Tenendo conto di una cosa importante: che Dumoulin nella cronometro finale tra Monza e Milano ha un ultimo colpo in canna, da specialista qual è, per riprendersi quello che gli avversari potrebbero strappargli sulle montagne, già questo martedì con Mortirolo e doppio Stelvio.
Non sarà facile far saltare il banco. Anche se il punto debole dell'olandese è la tenuta nella terza settimana, finora è sembrato inattaccabile. Freddo, sereno, sicuro di sé. Specialista a cronometro, brillante anche in salita nonostante il suo metro e 86 cm di altezza. Ricorda Miguel Indurain, ma Dumoulin è più aggressivo anche montagna. Poi è un atleta molto scrupoloso. E' dimagrito di tre chili, ha un attenzione da fachiro per il cibo, non lascia nulla al caso. Insomma, detronizzarlo non sarà facile.

Chi può riuscirci? Il più accreditato è ancora Quintana, in ripresa dopo la botta di Oropa. Ha una grande squadra, esperienza e classe. Però finora non sono bastate. Vedremo se sulle montagne delle Alpi e delle Dolomiti qualcosa cambierà. Idem per Nibali. Vincenzo è quarto in classifica a 3 minuti e 40”. Non sono pochi. Ci vuole un grande Nibali per rovesciare una situazione che gli dà poche speranze. Vincenzo di solito emerge in quelle tappe di alta montagna dove si resta a lungo in quota. Bisogna dargli fiducia visto che nella sua carriera ci ha abituato alle vittorie in extremis. Però non sarà facile. Vincenzo dice di provare buone sensazioni… Lo speriamo per lui. Lo Squalo non è un topolino.

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