La manovra delle retromarce: i 15 dietrofront in 80 giorni

2/7Politica Economica

LE MARCE INDIETRO DEL GOVERNO / Contante, Pos, carcere

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Il 16 ottobre, ad esempio, fu la volta del tetto al contante che il premier Giuseppe Conte, in asse con Gualtieri, avrebbe voluto ridurre subito da 3mila a mille euro. Immediata la levata di scudi di Renzi, accompagnata da quella più in sordina dei Cinque Stelle. Il tema tenne banco per una settimana: nella bozza di Dl fiscale varata salvo intese dal Cdm la soglia restò a mille euro, ma il vertice di maggioranza del 21 ottobre sancì la soluzione di compromesso, con il tetto fissato a 2mila euro per il 2020-2021 e a mille per il 2022. Identico balletto per le multe sui Pos, invise ai Cinque Stelle. Nello stesso vertice si decise lo slittamento a luglio della sanzione per i commercianti che non avrebbero accettato i pagamenti con bancomat, in attesa di un accordo sull'abbassamento dei costi delle commissioni delle carte di credito. Durante l'iter del Dl fiscale alla Camera, la norma sulle multe è però saltata del tutto. Il Governo ha fatto dietrofront anche sulle sanzioni sulle indebite compensazioni, poi alleggerite. E il carcere per i grandi evasori caro al M5S è stato in parte rivisto: Iv ha ottenuto meno rigidità sui reati minori e sulla confisca per sproporzione.

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