Dall'uso di navi, aerei militari, droni e radar alla stretta sulle Ong: le misure anti sbarchi sul tavolo del Governo

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Le misure anti sbarchi del governo / Contatti con la Tunisia per migliorare e aumentare i rimpatri


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Di fronte a una maggiore concentrazione dei flussi lungo gli itinerari in partenza dalla Tunisia, Salvini ha chiesto al suo omologo tunisino di accrescere ulteriormente gli sforzi soprattutto sul fronte degli interventi per prevenire e scoraggiare le partenze degli immigrati irregolari, anche sviluppando attività investigative, da affiancare a un potenziamento operativo nelle aree più sensibili. Il ministro dell'Interno italiano chiede di imprimere una accelerazione al modello di cooperazione già in atto che, anche con il sostegno europeo, rafforzi le capacità di sorveglianza marittima, attraverso il definitivo sviluppo di un sistema integrato basato su postazioni radar e strutture operative. Anche sul fronte del rimpatrio, il leghista punta a ottenere livelli più elevati di efficacia, anche grazie al ricorso a navi di linea. Anche in questo caso come in quello della Guardia costiera libica, l'Italia è disposta a contribuire alla rimessa in efficienza delle motovedette destinate alle autorità tunisine

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