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Le Monde: «Un brutto colpo per l’economia italiana»

La vicenda ha trovato spazio anche sui quotidiani francesi ed europei. Ma per tutti è difficile prevedere come evolverà. Nel mondo anglosassone molta enfasi all’outlook negativo della domanda di acciaio e c’è chi definisce le ragioni del colosso «un comodo alibi per l’Italexit»

di Giulia Crivelli


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2' di lettura


Facciamo fatica noi italiani, a capire come si è potuto arrivare all’attuale empasse e soprattutto come se ne potrà uscire. Ancora più difficile comprendere dall’estero: in questo caso la distanza non aiuta a farsi un’idea, anzi.

L’opinione di Le Monde
Il quotidiano, unico giornale del pomeriggi rimasto in Europa, sia detto per inciso, ha dato ampio spazio alla vicenda nell’edizione del 5 novembre: «Arcelor Mittal rinuncia alla ripresa dell’acciaieria
gigante di Taranto» il titolo. Nell’articolo si spiegava che il ritiro della multinazionale dell’acciaio è «un colpo terribile per l'economia italiana, dalla salute già traballante». Con «oltre 10.000 posti di lavoro diretti a
rischio e una città di 200.000 abitanti sull’orlo del baratro», la notizia è una «deflagrazione potenzialmente devastante per l’insieme del mezzogiorno d'Italia».

Il mondo britannico
L’agenzia Reuters ha subito lanciato la notizia dell’addio di Arcelor Mittal (ArcelorMittal to hand Ilva plant back to Italian state over legal row) quando è arrivate; altri quotidiani, in primis Financial Times, hanno legato la decisione alle previsioni fatte dalla stessa Arcelor Mittal sul mercato mondiale dell’acciaio: nel 2019 dovrebbe esserci un calo della domanda, solo in Europa del 3%. ArcelorMittal cuts outlook for global steel demand. Group forecasts European demand to contract 3% in 2019 as car industry struggles. Molto più esplicito l’articolo apparso su Economic Times (quotidiano indiano): ArcelorMittal reports $539 million loss in Sept quarter. The company had posted a net income (attributable to equity holders of the parent) of $899 million in the year-ago period. Alla luce dei risultati del trimestre luglio-settembre (un rosso da 539 milioni di dollari contro un utile di 899 milioni dello stesso periodo del 2018), andarsene dall’Italia citando motivi legali appare come un «alibi per l’Italexit».

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