IL FORUM DI DAVOS 2017

Le mosse a sorpresa di Xi Jinping, il grande globalizzatore

dalla nostra corrispondente Rita Fatiguso

Xi Jimping. Foto Epa

2' di lettura

PECHINO - Non solo discorsi, ma fatti. Xi Jinping si sta muovendo spedito, proprio in questi giorni si colgono chiari segnali di un impegno globalizzatore made in China già pianificato da parte della Cina, oggi alle prese con il discorso di apertura del Forum di Davos. Un debutto cruciale per un leader attentissimo alla sua immagine oltre la Muraglia cinese. Un appuntamento al quale si presenta con le carte in regola.

In ballo ci sono accordi a go go nell'area dell'Eurasia (e non solo): nella cartella di Jin Liqun, a capo dell'Asian infrastructural bank creata su input di Pechino ci sono nuove intese utili a rafforzare l'immagine di Xi nuovo pivot dell'Asia.
Appena sbarcato in Svizzera Xi Jinping ha firmato un upgrade di quello che viene considerato il più importante accordo di libero scambio nel cuore dell'Europa, l'Fta siglato tre anni fa che dovrebbe funzionare da apripista per altri simili accordi. Un vero cavallo di Troia per fare da trampolino nei mercati europei.

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In più, in quello che, a distanza, si sta rivelando come una cassa di risonanza della volontà di Pechino, l'Asian financial forum di Hong Kong, il gran capo del Fondo Sovrano cinese Ding Xuedong ha sottolineato come la Cina continuerà a investire negli Usa, ad onta di quanto afferma il presidente eletto Donald Trump.
A prescindere dalle sue minacce protezionistiche gli Usa, per China Investment Corporation (CIC), si sono rivelati una terra molto difficile. Ma di recente Cic ha subito una ristrutturazione tale da permettere a Ding di dire che il Fondo sovrano cinese è pronto a investire proprio in quei progetti americani che Trump vuole riattivare.

Cic vanta 800 miliardi di dollari di asset e 200 in investimenti effettuati all'estero. Nato nel 2007, in ogni caso ha immobilizzato negli Usa la maggior parte degli asset. Certo, a dicembre il deficit della bilancai commerciale con gli Usa si è ristretto a 21.7 miliardi, il più basso da sei mesi, e 250.8 miliardi entro l'anno, ma il commercio è cosa diversa dalle infrastrutture e dallo shopping di aziende.

Dalla Cina, intanto, c'è il gran capo della taiwanese Foxconn Technology Group Terry Gou che ha rassicurato Xi Jinping: la Apple non mollerà le commesse cinesi che hanno fatto la fortuna di Foxconn in terra cinese. Business is business.
Nessuno vuol perdere i mercati acquisiti a causa di inutili ripicche planetarie.

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