l’intervista gianni onorato

«Le navi Msc riprendono il largo, accordi confermati con Fincantieri»

Il settore resta in grave difficoltà: ricavi del 2020 previsti in calo del 70-75%. La Grandiosa pronta a salpare il 16 agosto: protocollo sanitario per la sicurezza

di Raoul de Forcade

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5' di lettura

Riparte da Genova il settore delle crociere in Italia, con due navi della Msc con capacità di trasporto passeggeri ridotta al 70% (per consentire il giusto distanziamento sociale) e con un protocollo anti Covid estremamente stringente, stilato dalla compagnia. Il settore era fermo, a causa della pandemia, da marzo 2020. Un lockdown molto più lungo di quello imposto ad altre imprese e che ha coinvolto tutte le navi da crociera nel mondo, per cinque mesi, con pochissime eccezioni. Un fermo che ha portato a una perdita di ricavi, per le società armatoriali, che si aggira tra -70 e -75% rispetto al 2019.

Antigene di controllo a bordo

La compagnia crocieristica del gruppo Aponte sta per dare il via alla ripartenza di crociere sul Mediterraneo con Msc Grandiosa, pronta a salpare il 16 agosto, e Msc Magnifica, che partirà, sempre da Genova, il 29 agosto. Si tratta di itinerari che comprendono scali in porti italiani e anche a Malta e in Grecia nonché escursioni, ma solo “protette”, cioè organizzate, seguendo il protocollo sanitario della compagnia. Le due destinazioni estere sono tra quelle per le quali il Governo ha stabilito che, chi rientra, sia sottoposto all’obbligo del tampone per il coronavirus. E Msc ha stabilito, nel proprio protocollo, che chi scende a Malta e in Grecia potrà fare un tampone antigene di controllo a bordo, prima del rientro della nave in Italia, che si aggiungerà a quello fatto obbligatoriamente prima della partenza.

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Task force per gli standard di sicurezza

A lavorare perché si creasse un protocollo molto dettagliatio è stato, in primis, l’executive chairman di Msc, Pierfrancesco Vago, che lo considera un elemento strategico per il futuro dell’azienda. «Durante il lockdown - spiega - ci siamo concentrati su come ripartire in sicurezza e quindi sullo sviluppo di un protocollo operativo completo, basato sulle già severe misure in vigore da tempo a bordo delle nostre navi. Abbiamo creato una task force dedicata che, con il contributo di esperti internazionali, ci ha aiutato a sviluppare un protocollo che va oltre le attuali linee guida in vigore, fissando, dunque, un nuovo standard per l’intero settore. Abbiamo lavorato a stretto contatto anche con le autorità sanitarie competenti, comprese quelle dei porti dove ormeggeranno le nostre navi. Il risultato è un set completo di procedure, volte a proteggere la salute e la sicurezza di tutti i passeggeri ma anche delle comunità locali che accoglieranno i nostri ospiti. Tampone antigene per tutti ed escursioni protette in ogni destinazione ne sono i capisaldi».

A completare il disegno tracciato da Vago sul fronte della salute, Gianni Onorato, ceo della compagnia, delinea il programma di ripartenza di Msc.

Onorato, fatti salvi protocolli e precauzioni, sarete i primi a partire offrendo il 70% dei posti disponibili. Ma avrete abbastanza crocieristi per riempire quelle cabine
Abbiamo deciso che il 70% è il massimo che possiamo offrire, perché vogliamo assicurare uno spazio per passeggero di 10 metri quadrati. Le norme non ci chiedevano questo ma ci imponevano solo di avere un certo numero di cabine per l’isolamento di eventuali malati. E, anche in questo caso, siamo noi che abbiamo deciso di adibire il 10% delle cabine a quello scopo. Riguardo al reale riempimento, bisogna tenere conto del fatto che siamo partiti con le prenotazioni sabato 8 agosto. Quindi per il 16 agosto o per la crociera del 29 agosto riteniamo che forse non arriveremo a riempire il 70% a disposizione ma ci andremo vicini. Pensiamo di riempirle intorno al 60 per cento. Posso dire però che c'è un enorme interesse. Certo partire a Ferragosto e annunciarlo una settimana prima non ha aiutato.

Speravate che il Governo sbloccasse prima il settore?
Speravamo certamente di avere un po’ di informazioni nel Dpcm precedente all’ultimo: ci avrebbe permesso di avere un mese per organizzarci. Ma va bene comunque così. Perché con meno persone di quelle che abbiamo preventivato possiamo testare meglio il protocollo e renderci conto di eventuali necessità.

Chi sono i clienti della ripartenza?
Bisogna tenere conto che ad alcune nazionalità in questo momento non è consentito venire in Italia. Agli spagnoli, ad esempio. E c’è anche un documento del ministero degli Esteri britannico che invita gli inglesi a non viaggiare fuori dal Regno Unito. Quindi ci rivolgiamo soprattutto al mercato italiano e a quello francese. Di solito in Mediterraneo abbiamo anche una forte percentuale di americani e di passeggeri dai nuovi mercati, come Cina e Asia. La scelta di riempire le navi solo al 70% deriva anche dalla consapevolezza che, in questa situazione, potevamo focalizzarci solo su un mercato limitato, con tempi molto stretti. E la ripresa delle crociere, con le misure che abbiamo preso, è positiva; punta a cancellare l’immagine della nave come centro di diffusione del virus: se si applicano i giusti accorgimenti, la nave è uno spazio assolutamente sano.

Con navi grandi come le vostre si può andare avanti a lungo solo col 70% di riempimento?
Più la nave è grande e più permette di avere economie di costi. E poi le unità di grandi dimensioni possono rispondere meglio alle esigenze di distanza sociale, di segmentazione delle aree da destinare alle persone.

Ma i costi di gestione non sono più alti?
Sono più alti in valore assoluto ma unitariamente sono più bassi. Ad esempio, il consumo di carburante di una nave grande in valore assoluto è più alto che su una piccola ma come valore unitario è più basso. E le economie di scala ci sono anche nel food and beverage: gli scarti che ho nei prodotti per servire 100 persone sono più alti di quelli che ho per servirne mille. Questo si espande a tutti i tipi di consumi. Il riempimento al 70% di una nave grande prevede un’incidenza unitaria per persona di costi più bassa che in una piccola. Poi se c’è una domanda positiva del mercato, col 70% puoi aumentare i prezzi, cosa che magari non puoi fare se devi avere i volumi al 100%. Anche se la situazione del 70% si protraesse per più tempo, Msc riuscirebbe comunque a gestire tutti i suoi programmi e a coprire i costi.

Anche con le nuove navi in arrivo?
Anche con quelle. Noi ci stiamo tarando, per il prossimo inverno, in modo che ci sia una partenza graduale. E speriamo che, con l’arrivo del vaccino al coronavirus, cambierà la prospettiva delle persone. Del resto il riempimento al 70% è una scelta nostra, che può diventare anche l’80 o il 90 per cento.

Quando contate di tornare a pieno regime?
Come dicevo, prevediamo una partenza graduale nei prossimi mesi e un inverno col 60-70% della flotta operativa, per arrivare al 100% intorno ad aprile del 2021.

Quanto ha pesato economicamente il fermo del mercato?
Noi siamo stati fermi dalla seconda metà di marzo fino ad agosto, ma le compagnie americane, ad esempio, non ricominceranno prima di ottobre-novembre. Calcolando i mesi di mancata attività , il settore totalizza dal 70 al 75% in meno di ricavi. E magari Msc, che comincia un po’ prima, avrà un po’ meno perdite.

Riguardo agli ordini ai cantieri, avete previsto cancellazioni?
No. Il nostro programma di costruzione non varia. Abbiamo confermato, dal mese di marzo 2021, la presenza sul mercato di Virtuosa (in costruzione a Saint Nazaire, ndr); e quella di Seashore (costruita da Fincantieri, per cui è prevista il float-out il 20 agosto, ndr), da luglio. Sono due navi le cui consegne sono state ritardate di qualche mese, in conseguenza delle chiusure, totali o parziali, dei cantieri durante il lockdown. Ma si tratta di ritardi poco significativi. Abbiamo poi confermato anche le due navi della World class (a Saint Nazaire, ndr) per il 2022 e 2024, e le unità luxury, come da programma con Fincantieri.

Come ne uscirà il comparto?
Più forte di prima e con navi meno vecchie.

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