valutazione e gestione dei rischi

Le nuove frontiere per i security manager

di Marco Ludovico


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(Fotolia)

2' di lettura

Figura sempre più strategica nelle aziende, il security manager si reinventa e le sollecitazioni alle istituzioni cominciano a fruttare qualche risposta. Ieri alla Camera di Commercio di Roma è stato presentato il report “La valutazione e la gestione dei rischi security e la valorizzazione professionale del security manager” alla presenza del numero uno dell'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) Franco Bettoni. Nei prossimi giorni l'Arma dei carabinieri stipulerà un protocollo di collaborazione con l'Aipsa, l'associazione di categoria dei security manager. E la vicenda processuale in corso a Roma a carico dell'impresa Bonatti potrebbe determinare una nuova configurazione normativa delle procedure di sicurezza nelle imprese.

I dati degli infortuni “per aggressione”
Grazie alla ricerca curata da Umberto Saccone, tra i maggiori esperti di sicurezza aziendale, e Maria Giovannone, responsabile ufficio salute e sicurezza Anmil, emergono per la prima volta i dati degli infortuni dei lavoratori subiti per aggressioni o violenze di soggetti esterni all'azienda. In Italia nel 2012 sono stati 4.157 (fonte Inail) saliti a 4.337 l'anno dopo e poi scesi fino a 3.256 nel 2016; i casi di morte sono stati in tutto 15 negli ultimi cinque anni. «In pratica nel nostro Paese si verifica ogni giorno più di una decina di casi di questo tipo» sottolinea la ricerca. In testa tra le regioni la Lombardia (circa 650 casi nel 2016), Emilia Romagna (400), Toscana e Campania (330). Nell'incontro il documento è stato presentato ai parlamentari Maurizio Sacconi e Cesare Damiano (commissioni Lavoro), Giacomo Stucchi e Angelo Tofalo (Copasir), tutti concordi sulla necessità di nuovi impegni istituzionali per il settore.

Il caso Bonatti
Nella discussione si è accennato al caso Bonatti: l'azienda specializzata in oleodotti è finita sotto accusa della procura di Roma per il rapimento in Libia nel luglio del 2015 di quattro addetti e l’uccisione di due di loro, Fausto Piano e Salvatore Failla. La novità sta nel capo di imputazione: l’omicidio colposo è ipotizzato in base alla violazione delle norme antinfortunistiche, quindi di safety, ma interpretate secondo l'accusa valide anche per la prevenzione dei rischi di security. «La magistratura è arrivata prima del legislatore» è stato osservato ieri.

Il dibattito nella categoria
Certo tra gli addetti ai lavori c'è un continuo fermento per rilanciare la figura e la dimensione professionale. Una prima riunione dei responsabili sicurezza delle più grandi aziende nazionali pubbliche e private si è tenuta presso l'Academia Barilla a Parma il 16 settembre 2015. Poi ci sono stati gli “Stati generali dei security manager” alla Luiss il 28 novembre 2016 sotto l'egida di Confindustria. Ieri ha osservato Diego Di Simone, responsabile security a viale dell'Astronomia: «Nell'era della digitalizzazione, Confindustria sta attuando una serie di strumenti che vanno dal tavolo tecnico sulla cybersecurity, presieduto da Alberto Tripi, a un help desk per gli imprenditori colpiti da attacchi malware e cryptolocker e una campagna di informazione contro le minacce hacker». La sfida contro i rischi per la sicurezza aziendale è continua. Ormai non ammette più esitazioni o improvvisazioni.

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