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Le persone che soffrono di una malattia reumatica sono meno colpite dal Covid

Il dato, sorprendente, visto che si tratta di pazienti che assumono terapie immunosoppressive, è emerso da diversi studi appena presentati al congresso annuale dell' American College of Rheumatology

di Agnese Codignola

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(AdobeStock)

Il dato, sorprendente, visto che si tratta di pazienti che assumono terapie immunosoppressive, è emerso da diversi studi appena presentati al congresso annuale dell' American College of Rheumatology


2' di lettura

Le persone che soffrono di una malattia reumatica sono meno colpite dal Covid e, quando lo sono, vanno incontro a decorsi non gravi. Il dato, sorprendente, visto che si tratta di pazienti che assumono terapie immunosoppressive, è emerso da diversi studi appena presentati al congresso annuale dell' American College of Rheumatology, svoltosi nelle scorse ore on line.

In particolare, i reumatologi dell'Università del Texas di Galveston hanno controllato le casistiche uscite tra gennaio e giugno scorsi, e hanno trovato 8 studi che hanno coinvolto più di 6.000 pazienti, un terzo dei quali con artrite reumatoide e il 7% con artrite psoriasica. Hanno così scoperto che meno del 2% aveva avuto una diagnosi di covid, che il 73% di loro non era mai stato ricoverato e che solo 13 avevano avuto bisogno di una terapia intensiva. Valori, questi, migliori rispetto a quelli della popolazione generale.

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Tutti i pazienti, inoltre, assumevano farmaci che vanno a interferire con mediatori del sistema immunitario (tra i quali i cosiddetti biologici, gli inibitori del fattore di necrosi tumorale e quelli della chinasi Jak), abbassando la risposta autoimmune, ma rendendo di solito che li assume più vulnerabile alle infezioni: un dato inatteso.

Lo stesso, però, hanno visto i reumatologi di Harvard, che si sono concentrati sui bambini, verificando i dati del periodo aprile-maggio dei registri dei malati di artrite giovanile idiopatica, la malattia reumatica più diffusa tra i piccoli. Su 427 pazienti con meno di 18 anni, solo 5, cioè l'1,2%, avevano contratto l'infezione, e nessuno di loro ha avuto un esito grave o ha richiesto un ricovero. Anche loro assumevano farmaci immunosoppressori, soprattutto biologici (quali i cosiddetti Dmard o disease modifying antirheumatic drugs).

Sarà quindi molto interessante approfondire e capire se ce n'è uno o più di uno che esercita un'azione protettiva. Del resto il desametasone, che è uno dei pochissimi farmaci efficaci nel covid, è utilizzato da decenni proprio in questo tipo di patologie, come immunosoppressore.

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