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Le piattaforme digitali sono meno neutrali: Twitter bacchetta Trump

Ed è una buona notizia perché la libertà di espressione non vuole dire essere liberi da fact-checking e dalle conseguenze delle proprie azioni

di Luca Tremolada

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(AFP)

Ed è una buona notizia perché la libertà di espressione non vuole dire essere liberi da fact-checking e dalle conseguenze delle proprie azioni


1' di lettura

Lo scontro frontale fra Donald Trump e Twitter segna un punto di non ritorno. Mercoledì 27 la piattaforma social che il tycoon, ha usato come strumento di propaganda e megafono ha per la prima volta corretto il presidente Usa. Per l'esattezza sono stati segnalati due cinguettii in cui evocava il rischio di frode elettorale dopo che il governatore della California Gavin Newsom e altri suoi colleghi democratici hanno introdotto o stanno valutando la possibilità del voto per posta a causa del coronavirus.

E' la prima volta che accade. Ed è una buona notizia perché la libertà di espressione non vuole dire essere liberi da fact-checking e dalle conseguenze delle proprie azioni. Qualcuno dirà che le piattaforme digitali hanno calato la maschera. E hanno smesso di essere neutrali. Al contrario stanno imparando ad accettare le regole della democrazia. E speriamo che anche gli altri social seguano Twitter su questa strada.

Riproduzione riservata ©
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    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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