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Le piazze di HK e Shanghai al top tra le borse mondiali per debutti sui listini

Si concretizza l’effetto delle riforme di Pechino: introdotto il mercato Star, l’equivalente cinese del Nasdaq degli Stati Uniti

di Rita Fatiguso

(anekoho - stock.adobe.com)

2' di lettura

L’opening up cinese realizzato attraverso le riforme finanziarie spinge le borse di Hong Kong e Shanghai al top della classifica mondiale del 2020, dietro il Nasdaq e prima di NY Stock exchange e Shenzhen.

La classifica delle top five

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L'ha stilata Kpmg tenendo conto della grande novità del segmento Star, in pratica il Nasdaq cinese, introdotto a partire dal luglio dell’anno scorso -ma entrato effettivamente in funzione quest’anno - dalle autorità finanziarie di Pechino.

Grazie a queste riforme HK e Shanghai che sono unite tra di loro anche da una stock connection (al pari di quella HK-Shenzhen), registrano un vero e proprio boom destinato a riflettersi anche nel 2021.

Shanghai Stock Exchange (Sse) e Shenzhen Stock Exchange (Szse) nel 2020 toccheranno quota 383 aziende sui listini per un valore totale di 461.0 miliardi di dollari, con un aumento dell’82% in termini di fondi raccolti rispetto al 2019.

È dal 2011- dicono gli esperti di Kpmg - che non si vedeva una simile attività.

Il ruolo del mercato Star

La performance è stata trascinata dalla continua popolarità del mercato Star, che ha spinto le borse cinesi tra le prime borse mondiali in termini di fondi raccolti.

Nel suo primo anno completo di attività, il mercato Star ha registrato 141 quotazioni, raccogliendo 217,2 miliardi di Renminbi, contribuendo per il 47% ai fondi raccolti nel mercato A-share durante l’anno.

Dal debutto delle quotazioni sul mercato Star nel luglio 2019 fino ad ora, 211 società sono state quotate nel consiglio, raccogliendo un totale di 299,7 miliardi di Renminbi, che rappresentano circa il 47% dei fondi raccolti durante questo periodo di 18 mesi.

Sostenuto da una solida pipeline di oltre 200 quotazioni, il mercato Star dovrebbe rimanere il principale contributore al mercato IPO di A-share per il prossimo anno.

Il sistema IPO basato sulla registrazione si è ulteriormente ampliato nel 2020 con il primo gruppo di aziende che ha debuttato nel consiglio di Shenzhen ChiNext nell'agosto di quest'anno.

Entro la fine del 2020, si prevede che un totale di 58 società saranno elencate nel nuovo sistema di IPO basato sulla registrazione di ChiNext, raccogliendo un totale di 64,2 miliardi di renminbi che rappresentano il 14% dei fondi raccolti nel mercato A-share nel 2020 con solo cinque mesi di proiezione.

Questa riforma è un'espansione dell'approccio adottato nel mercato STAR, con un focus sul servizio di aziende e start-up innovative.

Il versante americano

Ma la politica globale conta e molto e su altri fronti la Cina deve arretrare. Infatti 4 aziende cinesi sono state appena state cacciate dal Nasdaq e 7 dall'indice Msci perché sospettate dal presidente uscente Donald Trump di avere legami con la Difesa di Pechino.

La Cina ha perseguito fortemente l'obiettivo di inserire quante più aziende cinesi nell'indicatore più importante dei Paesi emergenti. Msci è l'ultimo fornitore di indici globali in ordine di tempo a rimuovere le azioni cinesi dai suoi indici di riferimento.

Potrebbero esserci ulteriori cancellazioni se gli Stati Uniti aggiornassero la loro lista nera, che ora comprende 35 società. Allo stesso tempo, Msci ha fatto sapere che lancerà indici paralleli che permettano di “conservare” le aziende eliminate.

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