Distretti

Le piccole «lepri» di Carpi incontrano i buyer stranieri a Moda Makers Digital

Dal 19 maggio terza edizione digitale del salone nato per spingere l'internazionalizzazione: in vetrina quaranta aziende che esportano il 44% della produzione

di Natascia Ronchetti

2' di lettura

Sono l'ossatura del distretto della moda di Carpi (Modena), il 95% di quella galassia di quasi mille imprese, per un totale di circa 7mila addetti, che hanno costruito nei decenni lo storico cluster emiliano. Micro e piccole aziende con una forte vocazione alle esportazioni che ancora una volta si misurano con la domanda estera grazie a Moda Makers Digital, il salone diventato negli anni un punto di riferimento per intercettare nuove quote di mercato oltreconfine. La manifestazione, arrivata alla terza edizione in versione digitale a causa della pandemia, non solo regge ma si amplia.

Pmi dal profilo internazionale

Quest'anno, a partire da mercoledì 19 maggio, sono 40 le imprese che partecipano, delle quali 23 del distretto e 17 provenienti da fuori regione, a riprova del successo della formula messa a punto da Carpi Fashion System, il progetto di sostegno del distretto modenese promosso da Cna, Lapam-Confartigianato, Confindustria Emilia, Comune di Carpi e Camera di commercio di Modena, con il supporto della Fondazione CR Carpi. «Parliamo di aziende che hanno già un profilo internazionale nonostante le piccole dimensioni: esportano mediamente il 44% della produzione», spiega Roberto Bonasi, presidente del Consorzio per l'internazionalizzazione Expo Modena, che organizza il salone.

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Vetrina e ponte verso il mercato globale

La manifestazione è concepita come una vetrina dove esporre le collezioni per la primavera-estate del 2022 – prosegue Bonasi -. Questo per mantenere vivo il rapporto con la clientela nel mondo ma anche per avere l'opportunità di entrare in relazione con altri buyer stranieri». Il salone è stato pensato proprio per fare da ponte tra le piccole aziende del distretto e il mercato globale. I visitatori infatti sono prevalentemente stranieri: provengono non solo dall'Europa ma anche dal Giappone, dalla Corea del Sud, da Taiwan, dagli Stati Uniti. E Moda Makers, che proseguirà fino all'autunno (quando debutterà la versione invernale della manifestazione), è concepito come un portale per stabilire i primi contatti. Non è infatti previsto l'e-commerce. Ogni azienda, successivamente, svilupperà la parte commerciale. Un'occasione per spingere il polo modenese sempre di più il verso l'estero, per accelerare un graduale sganciamento da un mercato domestico in contrazione.

Il polo modenese tra brand e sub-fornitori

Oggi il distretto della moda di Carpi sviluppa un fatturato intorno a 1,4 miliardi di euro. Ma la crescita del valore delle esportazioni, che rappresentano il 37% del volume d'affari, non riesce ancora a compensare l'arretramento in Italia. Mentre si osserva ancora una fase di contrazione, con una progressiva selezione delle imprese. Qui sono nati grandi brand, come Liu Jo, Twinset, Blufin, Champion Europe, solo per citarne alcuni. Ma sono le piccole imprese finali e quelle della subfornitura lo scheletro del distretto, che esporta prevalentemente in Francia, Germania, Spagna, Belgio e Regno Unito.

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