la palestra di piazza affari

Le Pmi del Mezzogiorno e il coach aziendale di Elite

di Daniela Russo


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3' di lettura

C’è il coach aziendale per le imprese che partecipano al programma Elite, promosso da Borsa Italiana e Confindustria. Grazie alla partnership con Bdo Italia, parte del network di revisione contabile e consulenza alle imprese, è partita infatti Elite Bdo Lounge, strumento finalizzato a creare percorsi di crescita condivisi. Un’iniziativa che ha convinto 14 aziende a prendere parte a Elite. Le nuove società vantano un fatturato aggregato di 900 milioni di euro e 3.200 dipendenti. Quattro di queste sono meridionali (Capua Bioservices, Pastificio Riscossa, Fox Bit e Gi.Mel) e operano in ambiti che spaziano dalla farmaceutica all’agroalimentare.

Il ruolo di Elite Bdo Lounge
Ma cosa fa nel concreto la struttura di Elite Bdo Lounge? Nel dettaglio si propone di rafforzare la collaborazione tra Elite e il mondo dell’advisory, comprensivo delle più importanti società di consulenza e degli istituti bancari focalizzati sulle piccole e medie imprese, nata proprio con il “modello Lounge”. Da questa partnership nasce un ambiente orientato al servizio delle aziende ad alto potenziale di crescita, pensato per favorire attraverso la consulenza il processo di cambiamento culturale e organizzativo delle Pmi.

Capua Bioservices, la startup con 50 anni di esperienza
Ci sono poi le aziende meridionali che hanno deciso di accettare la sfida. E’ il caso per esempio di Capua Bioservices, farmaceutica campana attiva nel campo della

fermentazione microbica. La storia di quest’azienda inizia circa 50 anni fa. Stabilimento produttivo d’eccellenza di gruppi multinazionali come Dsm e Patheon, nel 2015 è tra le strutture da dismettere della società statunitense. Così, la storia di Capua Bioservices ricomincia nel 2015, dopo l’acquisizione da parte del fondo d'investimento privato Livia e la trasformazione in società indipendente che passa da fornitore per il mercato interno a produttore conto terzi di principi attivi, small molecules ed enzimi. Due i settori di riferimento: pharma e food. Con un fatturato di 30 milioni di euro, circa 220 dipendenti e un portfolio clienti composto al 100% da società straniere (Usa e Nord Europa), Capua Bioservices ha saputo trasformare una fase di crisi in un’opportunità. «Nel percorso di sviluppo manageriale che la società ha avviato con la trasformazione della sua natura, – spiega Vittorio Cirucci, direttore finanziario di Capua Bioservices – Elite rappresenta un ulteriore elemento

professionalizzante. Networking, opportunità di partnership e la possibilità di instaurare nuove relazioni commerciali sono i motivi che ci hanno spinti a partecipare». La quotazione non è in programma ma Piazza Affari è un punto di partenza importante per un obiettivo ambizioso: raddoppiare il fatturato nel prossimo triennio. A breve, partirà la produzione di un nuovo prodotto destinato all'industria del food, per un cliente del Nord Europa. Un lavoro che ha richiesto un investimento di circa 15 milioni di euro nello stabilimento campano (quasi tutti pagati dal cliente). Entro il 2020, invece, entrerà in commercio un prodotto del pharma sul quale si sta lavorando per una biotech statunitense.

Pastificio Riscossa, innovare da più di 100 anni
Ha più di 100 anni il Pastificio Riscossa, un fatturato vicino ai 35 milioni di euro, Ebitda sui 3 milioni di euro, circa 80 dipendenti diretti presso l’unico stabilimento produttivo di Corato (Bari). Più del 60% della produzione è esportata in 70 Paesi: Asia, Usa ed Europa sono i mercati di riferimento. Il 90%

del fatturato è dato dalla vendita della pasta (con due marchi registrati – Riscossa e Pasta del Levante – che pesano per l’80% della produzione), il 10% da altri prodotti, come biscotti, conserve, sughi pronti, riso. «Elite – dice Margherita Mastromauro, general manager Pastificio Riscossa – ci offre la doppia opportunità di strutturare l’azienda secondo criteri altamente manageriali, sul modello delle quotate, e di entrare a far parte di una rete di imprese ad alto potenziale di crescita, acquisendo al tempo stesso maggiore visibilità, utile per accelerare i progetti di crescita». La quotazione? «Non è stato l’obiettivo che ci ha portati verso Elite ma non è da escludere, ove si presentino le condizioni», aggiunge Mastromauro. Per il momento le priorità dell’azienda sono dirette verso nuove linee di prodotto (è di maggio la prima linea biologica in commercio) e l’efficientamento energetico dell’impianto produttivo.

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