ASSISTENZA SANITARIA

Le polizze salute trovano slancio

La cultura della prevenzione, l’allungamento della vita e il nodo liste d’attesa spingono le assicurazioni ramo malattia (+14,7% i premi nei primi sei mesi). Il mercato attira nuovi protagonisti

di Federica Pezzatti


3' di lettura

L’allungamento della vita, la cultura della prevenzione e il contemporaneo, e meno piacevole, allungamento delle liste d’attesa nel settore sanitario pubblico stanno rilanciando il ruolo delle assicurazioni salute.

E i risultati cominciano a percepirsi con continuità anche nella raccolta. Dopo un 2018 a + 7,3%, nei primi sei mesi del 2019 il ramo malattia ha raccolto premi per 1,6 miliardi, +14,7% rispetto all’anno precedente, ben sopra la media del settore danni.

Anche società storicamente orientate alla consulenza finanziaria cominciano a proporre polizze salute. È il caso di BancaMediolanum, ma anche di Poste Assicura. Si tratta talvolta di soluzioni che, oltre al rimborso spese mediche, offrono anche servizi accessori dove si cominciano a sfruttare le potenzialità delle piattaforme digitali per offrire prevenzione e wellness.

Un tema che sarà preponderante nel prossimo lustro anche grazie al ruolo crescente della tecnologia. «Parlando di prevenzione, in ambito Salute - come spiega lo studio di Roland Berger «Artificial Intelligence: Challenges and Opportunities for Insurers» –, le nuove applicazioni dell’IA consentiranno di integrare l’approccio reattivo per la cura del paziente, con uno proattivo supportato anche da diagnosi in remoto e monitoraggio dei pazienti direttamente da casa».

Buona parte della raccolta in questo settore viene realizzata tramite polizze collettive (circa il 75% dei premi totali),stipulate all’interno di accordi negoziali, ma si stanno diffondendo anche soluzioni individuali.

L’auspicio del comparto è che si cominci a colmare il gap con il resto d’Europa: in Italia la spesa “out-of-pocket” (circa 40 miliardi di euro) è pari al 90% dell’intera spesa sanitaria privata contro il 55% della Germania, il 41% della Francia, il 15% dell’Olanda. Si tratta di un dato che certifica l’esistenza di bisogni che non trovano risposta nel Ssn, ma che non si dirigono ancora verso soluzioni di tipo mutualistico-assicurativo. Inoltre il dato drammatico è che, secondo il “Rapporto sul bilancio di welfare delle famiglie Italiane” di Mbs consulting, il 40,8% dei nuclei familiari nel 2018 ha rinunciato a delle cure e, nel 10% dei casi, si è trattato di rinunce rilevanti.

Secondo il Censis sono i tempi di attesa, particolarmente elevati (fino a 121 giorni per una mammografia), a spingere sei italiani su 10 a pagare gli accertamenti di tasca propria. Così il conto lo scorso anno è stato pari a 691 euro pro capite, con un aumento del 10% negli ultimi sei anni.

«Tra il 2013 e il 2019, in particolare, l’incidenza sui redditi della spesa sanitaria privata è passata dal 2,73% al 3,30% – spiega Marco Vecchietti, ad e dg di Rbm Assicurazione Salute –. La sanità integrativa oggi copre 13,9 milioni di italiani e la sua diffusione riguarda prevalentemente le fasce di età adulta e quindi ancora attive, mentre contenuta è l’adesione dei giovani e degli anziani». Proprio partendo dal problema dei tempi del Ssn Rbm ha lanciato la polizza “Stop liste di attesa” che subordina la possibilità di attivare la propria polizza privata alla presenza di liste di attesa troppo lunghe o di assegnazione del cittadino da parte del Cup a strutture del Ssn troppo distanti.

La questione della sanità integrativa e la ridefinizione delle sue regole ora è al vaglio della politica. «Vogliamo favorire una positiva interazione e non contrapposizione tra pubblico e privato – spiega Giovanna Gigliotti, neo ad di Unisalute – sviluppando modelli di sanità integrativa a sostegno del sistema pubblico, che comunque deve mantenere un ruolo centrale in termini di universalità, con particolare riferimento a cronicità, assistenza domiciliare, non autosufficienza e prevenzione». Ora resta da vedere se il servizio delle compagnie sarà all’altezza delle aspettative. Nel settore salute Ivass ha registrato un forte aumento dei reclami dei consumatori.

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