l’analisi

Le polizze tengono botta e si preparano al dopo crisi

di Federica Pezzatti


2' di lettura

Sempre più polizze nel portafoglio dei clienti private. Nel 2019 la marcia continua e gli strumenti assicurativi rappresentano oltre il 22% degli asset, con una raccolta netta in crescita dell’11,2% rispetto al 2018, come reso noto da Aipb. Anche il Covid per ora non mette in difficoltà questo strumento. Secondo i dati Assoreti, infatti, anche nel mese di marzo a fronte di una sostanziale crisi dei fondi comuni di investimento, con deflussi netti pari a 2,8 miliardi di euro, e al saldo negativo anche per le gestioni patrimoniali (-175 miliardi) il bilancio del comparto assicurativo previdenziale resta positivo con risorse nette che ammontano a 456 milioni di euro. Le scelte di investimento privilegiano ancora soluzioni prudenti come le multiramo e le polizze vita tradizionali, ossia rivalutabili dove i clienti non rischiano il capitale.

Ora per gli assicuratori si apre una sfida non da poco. Riuscire a superare il prossimo periodo senza vedere deteriorarsi la propria solidità patrimoniale. Come evidenzia una recente nota dell’Ocse, le compagnie assicuratrici sono importanti investitori nei mercati azionari e a reddito fisso e dovranno affrontare perdite dovute a ribassi dei titoli azionari, svalutazioni di obbligazioni o modifiche di rating e rischi di reinvestimento a seguito dell’azione di supporto all’economia delle banche centrali di tutto il mondo con tagli dei tassi di interesse. Ciò potrebbe comportare una riduzione della solvibilità, con sfide particolari attese nel settore vita, soprattutto per le imprese che offrono prodotti con garanzie finanziarie.

Per ora il problema pare non porsi, ma bisogna considerare che buona parte degli attivi delle compagnie italiane sono investiti in gestioni separate assicurative (legate a prodotti che hanno quanto meno la garanzia del capitale) che a fine 2019 avevano in pancia ben 233 miliardi di BTp, una dote in aumento rispetto ai 225 del 2018.

Le incognite dunque non mancano soprattutto di fronte a eventuali riaperture dello spread tra BTp e Bund concomitante con riscatti, anch’essi eventuali. Poi sono da mettere in conto le liquidazioni ai beneficiari per i decessi di questo terribile periodo. Senza contare che si aprirà il match con forme incentivate di raccolta di risparmio annunciate da parte del Tesoro italiano e non è detto che i sempre più avari rendimenti delle polizze (gli investimenti più costosi in termini di commissioni) ne usciranno vincenti. Se infatti la proposta di alcuni esponenti del mondo bancario e fatta propria dalla stessa Aipb, dovesse andare in porto molte caratteristiche tipiche delle polizze potrebbero perdere la loro unicità. D’altro canto va detto che la pandemia porterà con sé un inevitabile senso di insicurezza che si potrebbe trasformare in un’auspicabile maggior ricorso a formule assicurative finalizzate alla protezione, in particolare della persona. Insomma il Coronavirus potrebbe avere anche l’effetto collaterale “positivo” di ridurre il fenomeno di sottoassicurazione che caratterizza l’Italia.

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