Interventi

Le quattro armi di cui si dovranno dotare i manager in tempi di crisi

di Nicola Spagnuolo

3' di lettura


Quali sono le competenze trasversali che i manager devono “allenare” per affrontare i momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, quelli che verranno, prevedibili o imprevedibili?
In un momento in cui tutti sembrano ricorrere alla formazione per consolidare le proprie competenze, bisogna chiedersi quali sono le competenze che vale la pena “allenare”. Quali sono le caratteristiche che devono avere i manager che conducono un’azienda in momenti di crisi, quali le competenze che permettono loro di gestire sia il team sia il business?
I manager durante questo periodo del tutto straordinario si sono trovati nell’occhio del ciclone, tra l’urgenza delle nuove regole da introdurre in azienda e la necessità di preservarne l’efficienza senza mai cedere alla paura dei fallimenti e continuando a produrre idee per il futuro.
CFMT, il Centro di Formazione dei Manager del Terziario, fondato 25 anni fa da Confcommercio e Manageritalia che annovera tra i suoi associati circa 24.000 manager di circa 9.000 aziende del terziario italiano, ha nelle scorse settimane svolto una survey tra i suoi associati su come i manager stanno affrontando l’attuale tragico periodo e su come prevedono di orientarsi nel prossimo futuro.
L’indagine, condotta da Astraricerche, che ha coinvolto 1026 manager del terziario ci ha rivelato che la prima priorità dei manager durante il lockdown è stata quella di gestire le paure e le speranze dei propri collaboratori; poi hanno iniziato a rivedere i budget e i conti previsti per l’anno in corso quando il Coronavirus non era ancora emerso e a mantenere ingaggiati e motivati i loro collaboratori (ben l’87,8% delle frequenze di risposta): il focus è stato sulle persone perché i manager sanno che la rinascita passerà necessariamente da esse.
Il periodo che stiamo vivendo ha abbattuto, sempre che sia mai esistita nella realtà, la rigida divisione tra hard e soft skills, per lasciare il posto alle competenze trasversali, le uniche che permettono ai manager di avere un pensiero critico e la capacità di adattarsi ai cambiamenti repentini.
L’ordine delle competenze prioritarie per cavalcare i cambiamenti futuri è mutato e continuerà a mutare nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Per tutti, manager e collaboratori.
Cambierà l’esigenza di competenze tecniche, verticali, specifiche da possedere nel proprio team. Le previsioni che i manager fanno circa gli investimenti delle loro aziende nell'immediato futuro riguardano il rafforzamento delle infrastrutture ICT aziendali per più della metà degli intervistati, con un conseguente incremento del valore delle competenze legate al digitale. I manager investiranno inoltre sulla comunicazione, sia verso l’esterno che verso l’interno, svilupperanno e rafforzeranno le competenze legate da un lato alla gestione della comunicazione aziendale, sempre più digitalizzata, nell’ambito dei nuovi mercati che l’azienda deciderà di presidiare; e dall’altro alle nuove esigenze di comunicazione interna, dettate dall’incrementarsi della diffusione del lavoro a distanza nonché dalla necessità di operare in azienda adottando metriche di distanziamento.
Non basterà tuttavia investire solo in competenze tecniche verticali: occorrono a mio avviso 4 pilastri su cui fondare le competenze del futuro affinché queste possano fungere da faro per diradare il più possibile la nebbia delle incertezze sul futuro.
Passione, tenacia, coraggio e pazienza.
Occorrerà tutta la passione dei manager per affrontare gli sforzi e i sacrifici necessari per condurre le aziende fuori dalla attuale disastrosa situazione economica. Bisognerà lavorare con costante impegno, senza mollare di fronte a possibili fallimenti, dai quali con coraggio bisognerà rialzarsi intraprendendo nuove vie fino a trovare quella giusta. Servirà poi la pazienza. Muoversi attraverso gli scenari immaginati, assumendo sia decisioni rapide, che spesso risulteranno impopolari tra le risorse di un'azienda perché saranno destinate a scardinare lo status quo, sia azioni complesse capaci di impegnare le loro aziende senza raggiungere esiti certi, potrà significare commettere errori; ma è allora che bisognerà trovare il coraggio di ricominciare, ponendosi nuove domande e cercando nuove risposte e nuove soluzioni.
Infine, un ultimo elemento sarà fondamentale: la consapevolezza di voler apprendere e migliorare le proprie competenze attingendo non solo al proprio contesto professionale, ma allargando gli orizzonti delle proprie interazioni, aprendosi alle contaminazioni da mondi apparentemente lontani dall’apprendimento manageriale, lasciandosi trasportare dalle contaminazioni positive e apprendendo da discipline diverse da quelle in cui ogni manager è specializzato. L'interdisciplinarità consentirà di affinare la capacità di visione d'insieme, sistemica, attraverso la quale si acuirà l'efficacia delle previsioni circa gli scenari entro cui assumere decisioni.
Queste saranno le armi di cui i manager del terziario si doteranno per affrontare le storiche sfide future che condurranno il nostro sistema economico e sociale dalla crisi di oggi verso la nuova normalità del dopo-Coronavirus.

Direttore Cmft

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