Fisco

Le questioni aperte sul raccordo fisco-bilanci

a cura di Luca Gaiani

3' di lettura

CREDITI E DEBITI COMMERCIALI E INTERESSI
La valutazione dei crediti e dei debiti commerciali con il criterio del costo ammortizzato può comportare in taluni casi la necessità di scorporare dal ricavo o dal costo sottostante la componente finanziaria: minori ricavi che generano interessi attivi e minori costi che generano interessi passivi. Per questi proventi e oneri finanziari deve essere chiarito il trattamento ai fini Ires (articolo 96 Tuir) e ai fini Irap (voce di conto economico non rilevante).

CREDITI E DEBITI FINANZIARI E INTERESSE EFFETTIVO
Nel caso di crediti e debiti finanziari per i quali è previsto un tasso diverso da quello di mercato (es: inferiore), il criterio del costo non ammortizzato con attualizzazione richiede in sede di prima iscrizione di rilevare un onere finanziario (crediti) o un provento finanziario (debiti) e successivamente contabilizzare gli interessi attivi o passivi al tasso di mercato. È da chiarire la rilevanza ai fini Ires (articolo96) di tali proventi e oneri finanziari.

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FINANZIAMENTI INFRUTTIFERI INTERCOMPANY
Nel caso di finanziamenti a/da società controllate a tasso zero (o inferiori a quelli di mercato), al fine di rafforzare la partecipata, la differenza tra il valore del credito o debito attualizzato al tasso di mercato e il valore al costo ammortizzato iniziale (senza attualizzazione) va iscritta: in aumento della partecipazione (società creditrice); a patrimonio netto (società debitrice). Da chiarire l’impatto su costo fiscale della partecipazione e calcolo Ace.

COSTI DI TRANSAZIONE SU FINANZIAMENTI
I costi di transazione relativi a un finanziamento (istruttoria, perizie sul valore dell’immobile, imposta sostitutiva, ecc) sono inclusi negli interessi effettivi (integrando quelli nominali) e iscritti nella medesima voce di conto economico per la durata del prestito. Fino al 2015, questi costi erano contabilizzati tra gli oneri pluriennali ed ammortizzati. Da chiarire la rilevanza di queste spese, che si iscrivono invece come oneri finanziari, ai fini Ires e Irap.

ABOLIZIONE DELL’AREA STRAORDIARIA: IRAP
L’abolizione delle voci E20 e E21 del conto economico comporta la rilevazione dei proventi e degli oneri estranei alla attività ordinaria (ex straordinari) nelle corrispondenti voci del valore e dei costi della produzione, il che ne fa assumere automatica rilevanza ai fini Irap . Diverrebbero così tassabili o deducibili, senza alcuna modifica normativa fiscale ma solo per una differente classificazione contabile, componenti reddituali in precedenza esclusi.

ABOLIZIONE DELL'AREA STRAORDINARIA: ROL
L’abolizione della parte straordinaria del conto economico interferisce sul calcolo del limite di deducibilità degli interessi passivi. Senza una apparente motivazione logica o finalità fiscale, il Rol (e così la deducibilità degli oneri finanziari) verrebbe incrementato o ridotto da proventi o costi del tutto estranei all’ordinaria attività. Si pensi a una minusvalenza da evento naturale che potrebbe azzerare la deduzione degli interessi passivi dell’impresa.

ABOLIZIONE DELL’AREA STRAORDINARIA: SOCIETÀ DI COMODO
L’eliminazione della voce E20 (proventi straordinari) impatta anche sul test di vitalità previsto dalla disciplina delle società non operative. Proventi in precedenza esclusi in quanto “straordinari” (articolo 30 della legge 724/1994), diventerebbero ora rilevanti (voce A5) migliorando – senza che ciò sia il frutto di una precisa scelta del legislatore fiscale – la posizione della società di comodo, che potrebbe così uscire dalla stretta prevista dalla norma.

PLAFOND DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA
Un ulteriore conseguenza non prevista derivante della eliminazione della voce E20 (proventi straordinari) e della riformulazione (Oic 12) della distinzione tra attività caratteristica e accessoria, potrebbe aversi per il test di vitalità per il riporto di perdite, interessi e Ace in sede di fusione e di scissione e per il calcolo del plafond di deducibilità delle spese di rappresentanza (articolo 108 Tuir).

CORREZIONE DI ERRORI CONTABILI A PATRIMONIO NETTO
La correzione di errori contabili rilevanti, che in precedenza comportava la rilevazione di un provento od onere straordinario, deve essere imputata direttamente a patrimonio netto correggendo il saldo di apertura dell’esercizio in cui si scopre l’errore (Oic 29). Per il caso di oneri non iscritti nell’anno di competenza, occorre stabilire se il mancato transito a conto economico legittimi tuttora la deduzione con integrativa a favore.

STORNO SPESE DI PUBBLICITÀ CAPITALIZZATE
Un problema si pone anche per la deducibilità dei costi di pubblicità e di ricerca capitalizzati in precedenti esercizi, e non riclassificabili tra le spese di impianto, per i quali è richiesta la eliminazione dall’attivo dello stato patrimoniale (Oic 24) e l’imputazione (Oic 29) a riduzione del saldo di apertura del patrimonio netto. Ci si chiede se l’importo di tali oneri possa e in che termini essere dedotto dal reddito di impresa

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