In Puglia

Le regine della tecnologia scommettono sull’Ipo

di Vincenzo Rutigliano

2' di lettura

L’ingresso in borsa di The Digital Box spa - azienda di Gravina, nel barese, specializzata nel marketing mobile - è previsto per fine 2022, al più tardi entro il 2023. A decidere il quando saranno il mercato e i ritmi di crescita previsti da questa company che, fondata da Roberto Calculli solo 8 anni fa, punta a raggiungere quest’anno un fatturato vicino ai 7 milioni (Ebtda al 10%) e nel 2022 a crescere sino a 10 (Ebtda al 15%) e a presentarsi, con questi numeri, all’appuntamento con la borsa. Per lo sbarco questa l’azienda guarda sia a Milano che a Parigi. La spa è infatti tra le sole 11 aziende italiane - sulle 132 europee - ammesse al programma Techshare di Euronext, il principale mercato finanziario e borsa valori pan-europeo. La spa – quasi 100 occupati, per il 45% ingegneri informatici – è l'unica pugliese coinvolta nel programma e si sta organizzando al meglio. «La scelta migliore per noi – spiega Calculli – sarebbe EuroNext Parigi perchè dedicata al mondo digitale e con un monte di transazioni tra gli investitori almeno 10 volte superiore all’Aim che pure guardiamo con attenzione perché è in forte crescita». Insomma la spa «ha i motori accesi sulla linea di partenza – come dice Gianni Sebastiano, consigliere di amministrazione – e aspettiamo solo che si verifichino le migliori condizioni per attrarre i capitali degli investitori». Il target è per una quotazione di almeno 20 milioni per poterne raccogliere 4-5 e finanziare così gli investimenti previsti in ricerca ed espansione all’estero, investimenti sostenuti in questi ultimi mesi anche con un bond da 2 milioni. Più spostato in avanti invece, fra 5-6 anni, lo sbarco in borsa di Gts Holding, gruppo barese che opera nel trasporto ferroviario intermodale delle merci. Fondato nel 1977, il gruppo opera in tutta Europa con oltre 800 clienti serviti, 200 occupati, fatturato 2021 a 135 milioni, ed il suo percorso verso la quotazione ha avuto una forte accelerazione proprio nelle settimane scorse. Nei primi giorni di settembre il fondo lussemburghese Marguerite ha infatti acquisito il 25% del gruppo della famiglia Muciaccia, con l’obiettivo di sostenerne i piani di sviluppo che prevedono, per i prossimi 5 anni, investimenti per 120 milioni di euro utili per allargare ancora l’operatività sulla rete ferroviaria europea e realizzare, dal 2024, anche i piani di movimentazione pure dei passeggeri. «L’obiettivo dell’operazione - dice Alessio Muciaccia, ad del gruppo- è proprio quello dell’uscita del fondo Marguerite tra 5-6 anni approdando in borsa. Questo è il nostro orizzonte temporale ed il flottante in borsa sarà al massimo del 30%, il 70% rimarrà dunque saldamente in famiglia. Marguerite così entra, ci da supportto finanziario e poi vi sarà l’exit in borsa, ma è prematuro dire ora se sarà una piazza italiana o estera».

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