Appalti

Le regole dubbie del bando vanno lette favorendo la partecipazione alla gara

Ammissibili requisiti equivalenti a quelli richiesti al fine di avere un maggior numero di aziende concorrenti

di Francesco Longo

(bubutu - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • I requisiti e l’interpretazione
  • Affidabilità soggettiva

2' di lettura

Il contenuto del bando di gara va interpretato secondo criteri di proporzionalità e di ragionevolezza, e ciò porta ad affermare che, nel dubbio interpretativo, va seguita la lettura che favorisca la massima partecipazione alla gara, evitando soluzioni troppo restrittive e anticoncorrenziali. Con tale pronuncia, il Consiglio di Stato (sentenza 1186/2022 della quinta sezione) ha fatto applicazione del principio del favor partecipationis, certamente non nuovo; nondimeno, elemento di interesse è rappresentato dal coordinamento che il Cds fa con il precedente, rappresentato dalla sentenza 2090/2020 relativa al principio dell’equivalenza.

I requisiti e l’interpretazione

Il caso ora deciso riguardava un appalto per la sostituzione di alcune decine di migliaia di contatori di gas di una cittadina veneta e la lex specialis del bando richiamava, tra i requisiti, l’aspetto esperenziale coincidente nell’aver già svolto una attività sostanzialmente analoga a quella oggetto dell’appalto, cioè l’avvenuta sostituzione di una decina di migliaia di contatori del gas. La contestazione riguardava, tuttavia, la lettura della clausola della lex specialis di gara secondo cui la formazione del personale dell’impresa partecipante alla gara doveva essere riferita alla sola formazione operata dal Comitato italiano gas (Cig).

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Orbene, una siffatta interpretazione avrebbe avuto l’effetto, spiegano i giudici, di limitare nel concreto la concorrenza alla sole imprese operanti in ambito nazionale.Ed è per tale motivo che l’espressione del bando «corsi di tipo Cig» va letta come riferita a corsi assimilabili a quelli Cig o, appunto, «equivalenti», vale a dire organizzati da soggetti qualificati, certificati e rivolti agli addetti operativi della distribuzione del gas e ai sistemi di misura.

Affidabilità soggettiva

La sentenza si pone in linea con la posizione espressa sul favor partecipationis dalla giurisprudenza. Nondimeno, il pronunciamento merita di essere segnalato in quanto esprime la ricerca del difficile equilibrio nell’ambito della valutazione, nell’unico contesto della procedura di gara, dei requisiti soggettivi e oggettivi dell’impresa partecipante evitando, comunque, la loro commistione.

In particolare, il giudice amministrativo precisa che, ferma restando l’operatività del criterio oggettivo di valutazione dell’offerta, tuttavia, il requisito soggettivo, riferito agli aspetti organizzativi del soggetto d’impresa, va comunque considerato in modo non autonomo dal contesto della gara, ma nell’ambito della stessa ciò al fine di valutare l’affidabilità soggettiva dell’impresa.

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