arte

Le rose di effimera bellezza di Casagrande & Recalcati

L’esposizione monzese “Taking care sordid details following” declina il tema della fragilità guardando alla cura e alla guarigione come fasi di passaggio dell’umano necessario perire

di Stefano Biolchini

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L’esposizione monzese “Taking care sordid details following” declina il tema della fragilità guardando alla cura e alla guarigione come fasi di passaggio dell’umano necessario perire


2' di lettura

Composizioni floreali come simbolo dell’effimero. Vellutati petali di rosa volgono invariabilmente al secco come simbolo della fragilità e dell’umano perire. Casagrande & Recalcati sono virtuosi del “memento mori” e ciò fanno in un ossimorico tripudio di colori ad olio in grado di rendere al meglio il fascino indissolubile, questo sì, della voluttuosa bellezza. E la rosa singola ripresa in un virtuosistico rovesciamento di iperrealistica beltà, (è al rovescio del calice in un formato insolito di piccole dimensioni) descrive - nei bottoni di secco che fin da principio in piccolissimi accenni affliggono i petali- al meglio il tema che questo binomio artistico sviscera da tempo in ogni sua declinazione, quello della “vanitas”, da loro rivisitata attraverso il suffisso della contemporaneità “iper” . Le composizioni rinascimentali e quindi le nature morte del XVII e XVIII secolo così trovano qui il finale approdo interpretativo. L’eco del «Respice post te. Hominem te memento» appare alla luce dell’emergenza da Coronavirus un grido ancor più necessario che questi due artisti rendono in still life di levigata perfezione e inquietante realismo.

Bacco e Arianna

“Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Ha le cadenze gioiose e subitamente insidiate della Canzona di Bacco e Arianna il percorso visivo di questa esposizione monzese dal titolo “Taking care sordid details following”, visitabile fino al 24 ottobre e che ha portato i due artisti a riflettere sul «tema della fragilità che spinge emotivamente a guardare alla cura, alla guarigione intesa come fase di passaggio». Ed è da questa “riflessione e dal silenzio fruttuoso dei mesi di lockdown che il duo artistico ha tratto nuova linfa per un inedito ciclo di opere, figlie della riflessione imposta dall'isolamento forzato che i due artisti hanno vissuto separatamente, gettando semi che hanno poi dato frutti inaspettati. Il tripudio abbondante e inebriante dei fiori rigogliosi accanto ai petali decadenti lascia spazio anche a frutti e piante grasse, elementi mai visti prima nelle opere di Casagrande & Recalcati. Soggetti inaspettati come vecchi strumenti medici, bottiglie di disinfettante, pastiglie per il mal di testa e persino vecchie edizioni del Decameron, la raccolta di novelle declamate dall'allegra brigata boccaccesca che esorcizzava così la paura per la pesta del 1348. E poi piccoli dipinti in cui la perfezione cosmica delle uova, dalle linee pulite e simbolo di vita, prende vita con esiti del tutto surreali.Il dolore, il decadimento ma anche la cura e la guarigione”.

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C'è tutto questo nella personale dei due artisti, un lavoro nato dalle intuizioni delle opere precedenti ma che ha saputo rinnovarsi e trovare così un punto fermo dal quale ripartire con nuovo slancio e creatività.

Il trionfo di rose cadenti di Casagrande e Recalcati

Il trionfo di rose cadenti di Casagrande e Recalcati

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Memento

Un contemporaneo, affascinante, colorato, levigato e simbolicamente densissimo “Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris” in grado di far gioire gli occhi e ammonire gli intelletti, e che, in queste giornate di respiri affannati dalle mascherine, acquisisce una universalità ancor più evidente di messaggio.

“Taking care sordid details following”, Casagrande & Recalcati, Leo Galleries, Monza, fino al 24 ottobre

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