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Le scadenze elettorali Ue e la presidenza maltese

di Adriana Cerretelli

1' di lettura

Il 1° gennaio Malta ha raccolto dalla Slovacchia il testimone della presidenza Ue, con tante scadenze. Il primo appuntamento sarà a Strasburgo, dove il 17 gennaio verrà eletto il successore di Martin Schulz. Tre giorni dopo Trump si insedierà alla Casa Bianca. Per il premier maltese una sfida di dimensioni colossali, considerato che ci potrebbe essere l’effetto-Trump sulle presidenziali francesi. In cima all’agenda del governo della Valletta c’è la crisi migratoria. Ce la farà la piccola Malta ad affrontare sfide epocali?
Vittorio Anguilletti
Torino

Caro Anguilletti, la saga dei giganti e dei topolini è una costante della storia della Ue, fatta di Stati grandi, medi e minimi come Malta, Cipro e Lussemburgo. La dimensione ovviamente conta nei negoziati Ue e non, ma spesso le discriminanti ancora più importanti sono credibilità e professionalità dello staff delle presidenze semestrali Ue. Detto questo, con la riforma del Trattato di Lisbona il presidente del Consiglio europeo, in carica per due anni e mezzo rinnovabili è diventato la figura stabile di riferimento dell’Unione, l’uomo che rappresenta i Governi e agisce in nome e per conto loro. Il che ha ridimensionato di fatto il ruolo delle presidenze rotanti. Questo non toglie che Malta avrà comunque tanto filo da torcere. Con un rischio: che, nonostante la sua buona volontà, i tanti dossier sensibili che avrà per le mani restino incagliati nelle more dei molti appuntamenti elettorali di quest’anno: Olanda, Francia e Germania. E forse Italia.

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