PHILIPPE MODEL PARIS

Le sneaker urban-luxury puntano sui monomarca

di Marta Casadei


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Made in Italy. Le sneaker sono fatte sulla Riviera del Brenta

2' di lettura

«L’andamento 2019 è positivo e ci aspettiamo una chiusura in crescita che rispecchia il piano strategico di sviluppo che stiamo portando avanti. I forti investimenti fatti sia dal punto di vista commerciale, retail e online, sia sul piano del marketing stanno portando risultati sempre più promettenti». È positivo Maximiliano Nicolelli, vice presidente di Philippe Model Paris, marchio fondato nel 1978 dall’omonimo designer francese e nel 2016 entrato nell’orbita del fondo 21 Invest, guidato da Alessandro Benetton.

Il merito di Philippe Model è stato quello di precorrere i tempi, sviluppando le sneaker in chiave urban luxury - dal 2008 sono prodotte in Italia, sulla Riviera del Brenta - ancor prima dell’onda che, oggi, fa di questa calzatura dalle radici sportive uno dei prodotti più desiderati e acquistati nel segmento lusso.

L’azienda, che vede i propri ricavi ripartiti egualmente tra prodotti uomo e donna (questi ultimi sono cresciuti molto nell’ultimo anno) ha i propri mercati principali in Italia e Francia «sia per una questione di heritage che di distribuzione», dice Nicolelli, e tra il 2017 e il 2018 ha inaugurato cinque nuove boutique, due in Italia (a Milano nel Quadrilatero e a Roma in Piazza di Spagna) e tre in Francia, a Parigi, Saint Tropez e Lione.

Lo sviluppo internazionale è una delle direttrici strategiche lungo le quali l’azienda si sta muovendo per crescere (anche puntando su collaborazioni con altri brand, come Rossignol con cui ha presentato una capsule per l’autunno 2019) e gli occhi sono puntati sull’Europa in generale - «è sicuramente tutta in forte crescita, con Paesi come la Germania, i Baesi Bassi, la Russia, il Regno Unito», dice il vice presidente - ma anche verso «il Medio Oriente, in cui stiamo investendo molto e da cui ci aspettiamo importanti risultati nei prossimi anni. L’Asia è un’area dove siamo già presenti con sei negozi (uno in Corea e cinque in Cina) e dove prevediamo un ulteriore incremento, dato anche da un piano di marketing dedicato che prevede un forte sviluppo anche online». Senza dimenticare, poi, Usa e Giappone.

La rete di negozi monomarca (per ora: undici) è un asset importante per l’azienda che sta valutando possibili locationper le aperture in Europa e Asia, ma tra le priorità c’è anche lo sviluppo online: «Abbiamo lanciato il nuovo sito e-commerce a febbraio 2018, con un importante restyling grafico: la crescita è stata esponenziale e ci aspettiamo un incremento costante molto significativo anche nei prossimi anni», chiosa il vice presidente.

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