MARE ITALIANO

Le spiagge con il cuore: i bagni per disabili nel Sud Sardegna, Salento e Ravennate

di Davide Madeddu

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3' di lettura

Un giorno al mare. Anche costretti a stare attaccati a un respiratore. Perché per le persone che soffrono di malattie neuro degenerative e c'è la possibilità di prender e il sole in spiaggia e fare il bagno. A superare gli ostacoli che una malattia come la Sla presenta quotidianamente, ci pensano i volontari e addetti che assistono i malati in spiaggia e persino in acqua. E' l'altra faccia del turismo. Quello che in molti casi sembra quasi impossibile.

I primi a creare i “bagni” per i malati di sla, sono stati i volontari dell'associazione “Io Posso” nel Salento. Nella spiaggia libera di San Foca (Marina di Melendugno), una di quelle che vengono considerate tra le più suggestive località di un luogo che vanta il riconoscimento internazionale come Bandiera Blu (FEE) e le 5 vele di Legambiente, c'è la «La Terrazza “Tutti al mare!”».

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Prenotazione obbligatoria
“Il centro è nato nel 2015 e ci apprestiamo a iniziare la quinta stagione – spiega la responsabile Giorgia Rollo – la struttura è dotata di infermeria, operatori socio sanitari, infermieri e assistenti bagnanti e la casa mobile. E in spiaggia è presente l'energia elettrica per le persone in ventilazione”. Sostegno gratuito e servizio garantito grazie anche al supporto pubblico. A bussare alla porta dell'associazione che opera da giugno a settembre residenti ma anche persone che arrivano dal resto della penisola e dall'estero. “In quattro mesi ci sono state 303 persone per 1700 accessi – spiega – che comportano però la presenza di altri 3/4000 accessi degli accompagnatori. Perché i familiari possono piazzare l'ombrellone davanti e stare comunque vicino”. Per usufruire dei servizi è comunque necessario prenotarsi. “I posti sono limitati e le presenza vanno programmate – chiarisce – abbiamo già avuto prenotazioni per persone che arrivano dal nord Italia e dalla Germania”.

A Sant'Antioco, nella Sardegna sud occidentale, nella spiaggia di Maladroxia c'è la “Spiaggia del cuore”. Qui l'Associazione le rondini cura, dallo scorso anno, il servizio di supporto e assistenza per i malati di Sla o di malattie neurodegenerative. “Dare la possibilità a chi è costretto a vivere attaccato a un respiratore di andare al mare è un grande regalo – chiarisce Simona Espa -. Perché poter accogliere malati che hanno bisogno di corrente elettrica e un'infermeria con tutto ciò che serve per le emergenze, dai medici agli infermieri agli strumenti c'è bisogno di una vera e propria squadra”. E così chi arriva in spiaggia, necessaria la prenotazione per tempo perché i posti sono limitati, riceve l'assistenza sotto l'ombrellone o nel gazebo (dove si può trovare acqua ed energia elettrica) e anche per entrare in acqua. “C'è il personale formato e gli strumenti adeguati che permettono anche a chi muove solo gli occhi di potersi fare il bagno in mare”.

A Ravenna, nella spiaggia di Punta Marina l'associazione “Insieme a te” la scorsa estate ha inaugurato lo spazio “Tutti al mare nessuno escluso”. Servizio gratuito, con 10 postazioni sistemate sotto gazebo, grazie alla presenza di 280 volontari che riescono a coprire il periodo di luglio e agosto. “Da quest'anno mettiamo a disposizione per i pazienti quattro appartamenti – dice Debora Donati responsabile dell'associazione –. A carico nostro il letto dedicato e il sollevatore, al resto deve pensarci l'ospite”. Anche in questo caso serve sempre la prenotazione. “Abbiamo già ricevuto richieste da Treviso, e dall'estero. Anche in questo caso si tratta di persone con alta e grave disabilità che possono finalmente andare al mare”.

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