LITORALI VERDI

Le spiagge più virtuose che hanno già bandito la plastica e il fumo

di Enrico Marro


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Miguel MEDINA / AFP

3' di lettura

L'onda lunga di Greta Thunberg, del movimento FridaysForFuture e del trionfo dei Verdi alle elezioni europee, ha raggiunto anche le spiagge italiane. In molte località turistiche si sta anticipando l'applicazione della direttiva comunitaria che dal 2021 vieterà l'uso di plastica monouso, approvata il 27 marzo scorso dal Parlamento europeo e il 20 maggio dal Consiglio Ue. Il polietilene rappresenta infatti circa il 90% dell'inquinamento marino.

Il Wwf calcola che ogni anno finiscono nel Mediterraneo 570mila tonnellate di plastica, minacciando 134 specie tra cui 60 tipi di pesci, nove di uccelli marini e cinque di mammiferi marini, oltre a tutte le tartarughe marine. Il danno complessivo per l'economia dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sempre secondo le stime del Wwf, si aggira intorno a 641 milioni di euro l'anno. Da qui la decisione dell'Unione europea di bandire il polietilene, con bottigliette, posate, piattini, cannucce e contenitori per alimenti che cambieranno pelle, abbandonando la plastica a favore dei materiali biodegradabili e compostabili. Ma molti Comuni italiani hanno deciso di agire subito, raccogliendo la sfida del “plastic free challenge” senza aspettare il 2021, magari accompagnandola con misure anti-sigaretta per evitare di ritrovarsi la sabbia piena zeppa di mozziconi, che impiegano almeno cinque anni per biodegradarsi.

Le spiagge più virtuose
Tra le aree turistiche più virtuose spiccano la Romagna e la Puglia: a Rimini già dal 15 aprile è scattato il divieto di alcuni contenitori di plastica monouso lungo i 15 chilometri di spiaggia, con multe fino a 50 euro. Inoltre, come spiega Anna Montini, assessore di Rimini con deleghe all'ambiente, «Vieteremo il fumo lungo la battigia, ossia la zona che sta tra il mare e la zona in concessione all'operatore balneare, quella dove di solito si fanno le passeggiate». In Puglia, altra area turistica all'avanguardia nella lotta contro la plastica, da quest'estate la Regione ha vietato su tutti i litorali la distribuzione di bevande e cibo in materiale monouso non compostabile, mentre a Bibione, in Veneto, grazie all'iniziativa “Respira il mare” le spiagge sono diventate “smoke free” riservando ai fumatori apposite zone dietro gli stabilimenti. I litorali di Linosa e Lampedusa sono diventati “plastic free” già dal primo agosto 2018. A Napoli il sindaco Luigi de Magistris ha firmato un'ordinanza che vieta da maggio a settembre l'uso e la vendita di prodotti monouso non compostabili, mentre a Capri ha fatto da apripista il lido Le Ondine. Dal primo giugno sono diventate “plastic free” anche le spiagge di Tarquinia, nel Lazio, e di Lerici, in Liguria, con le Isole Tremiti che si erano mosse già prima (prevedendo tra l'altro multe fino a 500 euro).

In Sardegna la famosa spiaggia della Pelosa è già “smoke free”, e si sta pensando di estendere il divieto di fumo al resto dell'isola. In Sicilia il primo comune a scendere in campo contro i mozziconi è stato quello di Capaci. Intanto sta aumentando l'attenzione degli italiani sulla sostenibilità.

Quelle che hanno ricevuto il bollino da Legambiente
Anche nella guida del 2019 di Legambiente entra un nuovo simbolo che certifica i comuni “plastic free” che hanno adottato misure per ridurre la plastica monouso sul proprio territorio. 32 quelli presenti nel “Il mare più bello 2019”: San Vito Chietino (Ch), Maratea (Pz), Castellabate (Sa), Pollica (Sa), Capri (Na), Ischia (Na), Sperlonga (Lt), Riomaggiore (Sp), Vernazza (Sp), Bordighera (Im), Otranto (Le), Isole Tremiti (Fg), Carloforte (Sud Sardegna), Domus de Maria (Sud Sardegna), Realmonte (Ag), Capo d'Orlando (Me), Taormina (Me), Favignana (Tp), Noto (Sr), Malfa (Me), Santa Marina Salina (Me), Lampedusa e Linosa (Ag), San Vito lo Capo (Tp), Pantelleria (Tp), Campo nell'Elba(Li), Capoliveri(Li), Marciana Marina (Li), Porto Azzurro (Li), Castiglione della Pescaia (Gr), Follonica(Gr), Scarlino (Gr), Chioggia (Ve).

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