rivoluzione silenziosa

Le startup culturali under 30 da tenere d’occhio nel 2021

Giovani talenti crescono mettendo insieme digitale e svilluppo del settore creativo e sono un driver per la ripresa grazie a nuovi modelli di business e di organizzazione aziendale

di Giuditta Giardini

Installazione l'Ara com'era all'Ara Pacis di Roma

4' di lettura

“Ne usciremo migliori”, è l'augurio che tutti gridavamo dai balconi durante il primo lockdown per farci coraggio e per qualcuno ha funzionato. Le lezioni del Covid-19 sono servite per un gruppo eterogeneo di giovani startupper che hanno capito quanto il network, il digitale e il sostegno al settore creativo siano fondamentali in questo momento storico. Secondo Elena Vasco, segretario generale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi: “In questa fase - così delicata per il sistema Paese - le start up innovative hanno un valore ancor più strategico, come “driver” per sostenere la ripresa: con il know how, le competenze e l'energia che le contraddistinguono possono accelerare i percorsi di innovazione anche per le imprese tradizionali, attrarre e formare personale altamente qualificato, amplificare l'adozione di nuovi modelli di business ed organizzazione aziendale”.
L'iniziativa Tavolo Giovani si è tenuta il 16 febbraio 2021, il panel era composto dai vincitori dell'omonima call per dare visibilità ai progetti e alle idee imprenditoriali degli Alumni delle Scuole di formazione artistica e creativa milanesi. La call è stata organizzata da FM People e Camera di commercio di Milano Monza Brianza e Lodi insieme all' Accademia di Belle Arti di Brera , all' Accademia Teatro alla Scala , all'Istituto Europeo di Design e alla Società Umanitaria e la community degli Alumni di Fondazione Milano , che riunisce la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, Civica Scuola di Mediatori e Interpreti Altiero Spinelli e Civica Scuola di Musica Claudio Abbado. «In questo periodo crediamo che occorra dare forza alle capacità imprenditoriali dei nuovi imprenditori con il Tavolo Giovanili» ha dichiarato Alvise Biffi, membro di Giunta di Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

La mappa

Le imprese creative, nel solo territorio di Milano-Monza-Brianza-Lodi, sono il 12% di quelle nazionali. Sono 2.500 le imprese in fase di startup sulle 380.000 totali registrate dalla Camera di commercio di Milano, per Sergio Rossi, vice segretario generale Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e direttore Formaper il numero è ancora contenuto rispetto al bisogno che il settore ha di startup e di innovazione. “Dalle startup ci aspettiamo una rigenerazione del sistema economico che interessa tutto il sistema imprenditoriale” spiega Rossi che definisce le nuove startup culturali “il lievito dell'impasto”. Gli ostacoli alla crescita ci sono e devono essere visualizzati per poter essere superati. La chiave per il successo di una startup è un mix tra creatività e capacità imprenditoriale, ma se quello che manca ai laureati in economia è una sana dose di creatività, il saper fare impresa è un problema dei creativi. A questo si aggiunge il fatto che, nel paese con maggiore offerta culturale al mondo, anche non veicolata attraverso società e imprese, solo il 25% degli italiani consuma prodotti culturali. Il problema sta forse nel modo in cui l'offerta è presentata, nel modo in cui si solleticano i raffinati gusti di una popolazione abituata a bellezza e genio creativo. Umberto Bellodi, responsabile cooperazione culturale per l'Accademia Teatro alla Scala, sottolinea proprio l'importanza dell'interdisciplinarietà nel processo creativo. Scuole e università oggi tendono a formare profili specifici, mentre il mondo del lavoro è multidisciplinare e c'è una domanda per figure tecniche polivalenti che non solo conoscano il loro mestiere, ma siano esperti di tutto il processo produttivo. L'altro limite per le università del settore creativo è quello di dialogare ed interfacciarsi esclusivamente con imprese legate al settore a cui appartengono entrando raramente in contatto con altri rami dell'industria, mentre il progetto del Tavolo Giovani ha permesso di ampliare l'area di contatto. Anche le università coinvolte nel progetto hanno ripensato al modello con cui preparano i giovani al mondo del lavoro, creando una rete di alumni che possano testimoniare i propri cammini e le esperienze. Sembrano avere superato gli ostacoli che si frappongono al successo un gruppetto di energiche startup culturali che si sono presentati il 16 febbraio nella tavola rotonda Tavolo Giovani: App0kg, Astrid, Call me by your Art, Collettivo Criu, ElefantElegante, Interactive Drama, Kaleidos, Kunsthalle Milano, Osservatorio Futura, Pass.Arti, DigitalArt, Terminus, Tesseract, Cora e Eco Friendly Choice. Qui sotto le raccontiamo.

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LE STARTUP CREATIVE CHE CAMBIERANNO USI E CONSUMI
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Start up innovativa

Per accedere allo status di start up innovativa sono necessari alcuni requisiti: essere un'impresa nuova o costituita da non più di 5 anni, avere la residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia; avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro; non essere quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione; non distribuire e non aver distribuito utili; avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico; non essere risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d'azienda. Infine, una startup è innovativa deve rispettare almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi: sostenere spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione; impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale); essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato. Le start up innovative attive nel complesso dei territori di Milano Monza Brianza Lodi a metà gennaio di quest’anno sono 2.458, in crescita del + 10,4% in un anno, Covid permettendo, e sono il 19% del totale italiano.

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