l’evento ventureup a roma

Le startup in Italia raggiungono quota 10mila: «Ora i capitali per farle crescere»

di Marzio Bartoloni


Arriva «Erasmus» per 120 start up che vogliono affrontare i mercati esteri

3' di lettura

Il dato è “storico”: le startup in Italia hanno raggiunto quota 10mila. Anzi per l’esattezza - secondo il dato di oggi di Infocamere - sono 10.027 quelle registrate nell’apposito registro delle imprese. Una vetta che il nostro Paese ha cominciato a scalare nel 2012 quando l’allora Governo Monti iniziò a costruire un ecosistema fatto di agevolazioni fiscali che sembra davvero aver aiutato le startup. Almeno nel farle crescere di numero. Ora resta il passo più difficile: fornire i capitali per farle diventare grandi e magari far emergere qualche prezioso unicorno (le aziende tech con valutazioni da un miliardo).

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«Ci vuole una spinta e il Governo finalmente si è mosso: per il venture capital questo e i prossimi anni possono essere molto positivi», avverte Innocenzo Cipolletta presidente di Aifi, l’Associazione Italiana del private equity, venture capital e private debt, intervenuto a Roma all’edizione 2019 di VentureUp presso la sede di Lazio Innova. Il riferimento è al pacchetto di misure previsto nell’ultima legge di bilancio «che può far arrivare almeno un miliardo l’anno», aggiunge Cipolletta che ricorda come nel 2018 i fondi per il venture capital siano raddoppiati (da 134 milioni nel 2017 a 324 milioni). Oltre al Fondo nazionale per l’innovazione che attraverso Cassa depositi e prestiti investirà direttamente o indirettamente nelle startup (come un fondo dei fondi) l’ultima manovra prevede anche l'obbligo per i Pir (piani individuali di risparmio) di investire il 3,5% della liquidità in fondi di venture capital così come per le aziende partecipate dallo Stato di investire il 15% dei loro utili. «In Italia - ha detto ancora Cipolletta - abbiamo buone capacità di risparmio, buone capacità di fare ricerca e di fare impresa. Ora bisogna spingere sul venture capital per questo sollecitiamo il Governo a fare al più presto i decreti attuativi delle misure previste in manovra».

Secondo i dati del registro delle imprese di Infocamere a guidare la classifica delle Regioni più prolifiche nel creare startup ci sono la Lombardia con 2525 imprese innovative e poi il Lazio con 1.116, seguite da Emilia Romagna (888) e Campania (783). E proprio la Regione Lazio che da alcuni anni investe sul mondo startup e del venture capital - grazie al fondo dei fondi Lazio Venture e al fondo diretto Innova venture - oggi ha ospitato nella sede di Lazio Innova il nuovo appuntamento dedicato al portale VentureUp promosso da Aifi e Fondo italiano d’investimento creato per le startup che vogliono entrare in contatto con gli investitori.

«Abbiamo realizzato questo sforzo negli ultimi 4-5 anni utilizzando i fondi europei come sostegno complementare all’investimento dei privati», ha spiegato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Che crede «in uno Stato innovatore che non deve essere un freno, ma crea ecosistemi e reti». In questa nuova edizione di VentureUp sono stati organizzati più tavoli rispetto alla scorsa edizione milanese, registrando con 29 presenze anche il record di partecipazione degli investitori per gli incontri one to one (che si sono svolti nel pomeriggio) con oltre 200 tra startup e innovatori. Numeri importanti che si sommano a quelli delle precedenti quattro edizioni (Milano nel 2015 e nel 2018, Rovereto nel 2016 e Roma nel 2017) a cui aderirono complessivamente 2.500 partecipanti, per un totale di 1.660 incontri one-to-one tra startup e investitori.

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