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Le supercar di lusso non rombano più: spazio all'elettrico

La corsa alle emissioni zero è fatta di grandi prestazioni, software che rendono l'auto un hub di servizi, powertrain che continuano a spostare i confini di autonomia e cavalli.

di Mario Cianflone

LAMBORGHINI Aventador LP 780-4 Ultimae. I 600 esemplari prodotti – 350 Coupé e 250 Roadster – sono stati venduti a 330.000 €. Aventador ha aperto la via dell'elettrificazione alla casa di Sant'Agata Bolognese.

4' di lettura

Quel rombo cupo, che al minimo sembra un borbottio, di un motore V8, il fascino di aver sotto il cofano tanti, forse troppi cavalli, sprigionati da un dodici cilindri, e quelle sopite vibrazioni di un vecchio propulsore termico, ormai démodé, se non addirittura vintage. Ecco, un flash di quello che era il mondo delle automobili di lusso, fatto di supermotori plurifrazionati di grande cilindrata. Un mondo che ora è al tramonto, cancellato dalla corsa, forse forsennata, alle emissioni zero, che ha penalizzato l'industria dell'automobile più di altre, maggiormente “climalteranti”. Ora il lusso su quattro ruote, Tesla Model S docet, parla la lingua asettica dei motori elettrici e delle batterie. E in quest'alba di una nuova generazione di automobili a zero emissioni, mettiamo da parte un antico fascino, ma scopriamo il bello del silenzio, delle prestazioni esuberanti e insuperabili dei motori elettrici che ci fanno lasciare indietro, come un puntino sul retrovisore, più di una supercar. Le auto alla spina, comprese quelle ibride plug-in, ponti fra il mondo vecchio e il futuro, regalano un nuovo format luxury, dove la bellezza non è più solo in materiali e forme sofisticate, ma è nel software, nell’affascinante luminosità di un megadisplay, come l'hyperscreen di Mercedes Eqs, che avvolge la plancia da un montante all'altro.

Le novità non mancano e tra queste c'è pure qualche perla rara, l'ultima di una specie che vale la pena di tenere in garage nella propria collezione, come la Lamborghini Aventador Ultimae che, ça va sans dire, è spinta da un motore non elettrificato. Un V12 non sovralimentato che, in questo caso, sviluppa 780 cavalli. I 600 esemplari – 350 Coupé e 250 Roadster – dell'Ultimae sono stati venduti in un batter d'occhio a 330mila euro. Adesso l'Ultimae è entrata nelle case d'asta: Rm Sotheby's ha battuto un esemplare assieme a un NFT esclusivo a più di 1,4 milioni di euro. Prima di uscire, questa Aventador ha però aperto la via dell'elettrificazione della Lamborghini, cedendo il suo V12 all'ibridizzazione con supercapacitori, che portano la potenza a 814 cavalli sui 112 esemplari della Countach. Il ponte con l'erede dell'Aventador attesa nel 2023, che sarà la prima Lamborghini di serie ibrida, cui seguiranno l'anno dopo quella della Huracán e poi quella della Urus: prima elettrica del brand.

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BMW i7 xDrive60 (attesa al debutto verso la fine dell'anno, a partire da 146.000 €).

La carica degli elettroni si muove su tutti i fronti del lusso e della sportività, in alcuni casi facendo precedere le versioni elettriche alle altre, come con la i7 della nuova Bmw Serie 7. Superlussuosa e supertecnologica, tanto da offrire a chi siede dietro una sala cinematografica con il display da 31,3 pollici dell'impianto Theatre Screen, debutterà verso fine anno xDrive60, con cui il marchio bavarese lancia la sfida a Tesla, Audi e Mercedes. Ha un powertrain con 544 cavalli e promette di percorrere più di 600 chilometri. Rispetto alla Bmw, che non caratterizza esteticamente le versioni del brand elettrico “i” da quelle elettrificate in maniera più leggera, la Mercedes segue una via completamente diversa, partendo dalla Eqs . L'ammiraglia a batteria non condivide con la Classe S né aspetto né tecnologie e digitalizzazione. La Eqs si declina in livelli di potenza che vanno da 292 a 658 cavalli grazie anche alle cure dell'Amg, promette percorrenze elettriche che arrivano fino a 780 chilometri e ispira in tutto e per tutto l'appena più piccola Eqe e due nuovi suv.

Invece la rotta delle native elettriche dell'Audi è partita dalle ruote alte e adesso punta verso le ammiraglie e, per la prima volta in assoluto, verso le grosse station wagon. Apriranno il new deal le A6 e-tron , basate su nuove tecnologie, compresa la piattaforma che unisce massima versatilità tecnica a parametri di abitabilità di riferimento. Concetti che saranno ripresi dall'erede dell'A8 attesa per il 2025, ammiraglia estrapolata dal concept Grand Sphere, che però porterà avanti anche l'evoluzione stilistica della specie e-tron, il modo di viaggiare in auto grazie allo step 4 della guida semi-autonoma, il range di potenze e la capacità delle batterie, per spostare il confine dell'autonomia vicino agli 800 chilometri.

Il concept dell'erede dell'AUDI A8 attesa per il 2025, ammiraglia estrapolata dalla concept Grand Sphere.

Invece, la gamma Range Rover di Land Rover, parte, anche con la nuova Sport , dalle versioni ibride per arrivare alle full-electric che si vedranno tra un paio di anni, ma che rispetteranno sempre la risoluzione dell'equazione raffinatezza, distinzione, comfort e dinamismo.

LAND ROVER Range Rover Sport (a partire da 95.300 €).

Una prerogativa che, a tutto tondo, fa pensare alla Ferrari, entrata nell'era dell'elettrificazione con l'ibrida plug-in Sf90 , con cui ha ridefinito i parametri delle prestazioni e del divertimento alla guida, sfruttando le esperienze della Formula 1. Ovviamente, travasati sulla 296 Gtb , che riporta nelle file del Cavallino un motore V6, ma biturbo e alla spina, che offre 830 cavalli. Quasi sicuramente sarà ibrida anche la prima ruote alte della Ferrari: la Purosangue, attesa quest'anno. Bisognerà aspettare ancora, invece, per la prima elettrica di Maranello, annunciata per il 2025.

FERRARI 296 GTB (a partire da 275.500 €).

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