Le tappe


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(Fotolia)

2' di lettura

1. I COMPITI

Dalla Pa al privato
Il Dpo deve assicurarsi che l’azienda o la pubblica amministrazione presso cui lavora sia in linea con gli adempimenti in materia di tutela dei dati pesonali. La sua figura è obbligatoria per tutte le Pa, mentre devono dotarsene le imprese che svolgono trattamenti di dati su larga scala.

Il reputation manager interviene per ripristinare l’mmagine di una persona o di un’impresa vittima di notizie online false o distorte

2. I REQUISITI

Un mix di conoscenze
Sia per il Dpo sia per il reputation manager non ci sono competenze prefissate. In entrambi i casi aiuta un backgraound giuridico o tecnico. Per il Dpo è fondamentale conoscere la normativa privacy (e, se si lavora in multinazionali, anche estera), saper lavorare in squadra, sapersi mantenere in una posizione di terzietà rispetto al datore di lavoro. Il reputation manager deve saper miscelare conoscenze legali, tecniche, sociologiche, di comunicazione

3. LA FORMAZIONE

L’offerta
Chi intende diventare Dpo può contare su alcuni corsi universitari di specializzazione post-laurea triennale in data protection. Ce ne sono, tra gli altri, a Roma Tre, Bologna e alla Statale di Milano. C’è poi l’offerta privata: corsi da almeno 80 a 120 ore. Anche il Garante organizza aggironamenti (a Torino a ottobre e a Roma a novembre) e si prepara a pubblicare un manulale per i Dpo. Per il reputation manager rimane, al momento, solo il canale dell’offerta privata

4. LE OPPORTUNITÀ

Consulente o assunto
IDopo un primo momento in cui il Dpo svolgeva soprattutto attività consulenziale, ora, in particolare nelle aziende medio-grandi, la tendenza è di assumerlo. Viene generalmente reclutato con un contratto da dirigente, e questo anche nella Pa. Il mercato riserva ancora opportunità. Il reputation manager al momento è soprattutto un’attività di consulenza, anche se con la sempre più precisa definizione della professione ci sono aziende che assumono

5. LA RETRIBUZIONE

Tariffari inesistenti
La retribuzione di un Dpo dipende da diversi fattori, come le dimensione dell’azienda e la tipologia e mole dei dati trattati. La retribuzione di un giovane può andare da 40mila e i 70mila euro lordi l’anno, che aumentano per un professionista con esperienza alle spalle. Chi sceglie la libera professione può chiedere da 200 a mille euro a giornata, segno di un mercato non ancora maturo. Difficile, invece, fare stime per il reputation manager

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