Diritto

Le tappe

L’agenda di Governo e professionisti sull’equo compenso

(Adobe Stock)

2' di lettura

1. 19GIUGNO
Durante il Governo Conte 1, incontro al ministero della Giustizia tra il presidente del Consiglio nazionale forense, Andrea Mascherin, l’ex sottosegretario Jacopo Morrone e il consulente giuridico per le libere professioni del ministro Bonafede, Pietro Gancitano. Mascherin illustra le principali criticità derivanti dall’applicazione dell’equo compenso

2. 27GIUGNO
In tale data il decreto della Giustizia istituisce un tavolo tecnico sull’equo compenso delle professioni ordinistiche. I lavori del tavolo si concluderanno entro il 31 dicembre 2019. Presidente del tavolo è l’ex sottosegretario Morrone, a cui si aggiungono otto rappresentanti del ministero della Giustizia e 12 componenti in rappresentanza dei 19 Ordini professionali vigilati

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3. 2LUGLIO
Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il presidente del Cnf, Mascherin, sottoscrivono un protocollo per promuovere la corretta applicazione della normativa sull’equo compenso. A tal proposito, viene istituito presso il ministero della Giustizia il Nucleo centrale di monitoraggio, presieduto dal ministro o da un sottosegretario da lui delegato, da tre rappresentanti ministeriali, dal presidente Mascherin e da un consigliere del Cnf. Il Cnf, a sua volta, promuove la costituzione dei nuclei locali

4. 3LUGLIO
Prima riunione del tavolo tecnico: il ministero della Giustizia presenta un documento di riforma dell’equo compenso articolato in 11 punti, tra i quali la necessità di rendere la norma cogente per la pubblica amministrazione (Agenzia delle entrate compresa) e di estenderla alle imprese con fatturato superiore a 10 milioni o con almeno 50 dipendenti

5. 23LUGLIO
Si insedia il Nucleo centrale di monitoraggio previsto dal protocollo Giustizia-Cnf. A questa data risultano già costituiti venti nuclei locali di monitoraggio e alcuni hanno fatto pervenire le prime segnalazioni

6. 4SETTEMBRE
Tra i 29 punti del programma del nuovo Governo c’è anche l’obiettivo, «nel rispetto dei princìpi europei e nazionali a tutela della concorrenza, di individuare il giusto compenso per i lavoratori non dipendenti, al fine di evitare forme di abuso e di sfruttamento in particolare a danno dei giovani professionisti, anche a tutela del decoro della professione»

7. 9SETTEMBRE
La necessità di intervenire sul giusto compenso (come viene ora definito) è ribadita dal premier Conte nel discorso alla Camera prima della fiducia al nuovo Governo

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