clima

Le tecnologie possono ridurre le emissioni di gas serra. Ecco come

L'information technology può essere decisiva

di Gianni Rusconi


default onloading pic
(Ansa/Ap)

3' di lettura

«Affrontare il cambiamento climatico è una delle maggiori sfide che l'umanità deve affrontare. Nel prossimo decennio, le tecnologie della quarta rivoluzione industriale, e in particolare il 5G, l'Internet delle cose e l'intelligenza artificiale, forniranno strumenti essenziali per aumentare l'efficienza dell'economia mondiale e preparare una società libera dai combustibili fossili». L'assunto di Börje Ekholm, Ceo della svedese Ericsson, uno dei principali fornitori al mondo di apparecchiature di rete, è una sorta di slogan che riflette le buone intenzioni di governi e multinazionali espresse nel corso dell'ultimo Sustainable Development Impact Summit tenutosi alle Nazioni Unite.

Il tema è più che noto: il riscaldamento globale provocato dalle emissioni globali di gas a effetto serra è una spada di Damocle per tutti e il punto di non ritorno, secondo gli esperti, è quello di trovare le soluzioni per dimezzare la produzione di CO2 ogni dieci anni, e quindi poterne ridurre mediamente le quantità immesse nell'atmosfera nella misura del 7% all'anno. Un obiettivo da raggiungere a tutti i livelli della società, sottolinea il numero uno dell'azienda svedese, partendo dagli Stati nel loro complesso per arrivare a città, imprese e singoli individui.

LEGGI ANCHE / C'è un cinese, uno svedese e un americano. Scopri di chi è la colpa del riscaldamento globale?

L'information technology può essere decisiva
Gli interventi di “riparazione” per la sostenibilità del pianeta richiedono il rispetto di una tabella di marcia (l'Exponential Climate Action Roadmap) varata in occasione del vertice mondiale sul clima del 2018 e da pochi giorni aggiornata alla versione 1.5. Il ruolo giocato dalle tecnologie Ict - in un progetto che punta ad abbattere del 50% delle emissioni nocive entro il 2030 in settori chiave come l'approvvigionamento energetico, l'industria, l'edilizia, i trasporti e l'agricoltura – ha tutte le caratteristiche per essere sostanziale. Perché questo? Perché, come sottolinea il numero uno di Ericsson, fra le azioni definite nella roadmap, un terzo sarà abilitato e reso possibile dalle soluzioni tecnologiche esistenti e dovrebbero impattare positivamente nella misura del 15% delle emissioni globali, il che significa la produzione di CO2 di Unione europea e Stati Uniti messi insieme.

Il luogo comune che vede l'attività dei grandi data center delle tech company come Google, Microsoft o Amazon essere una delle principali cause dell'inquinamento globale trova quindi una secca smentita: l'industria tecnologica, scrive Ekholm, è rimasta per diversi anni ferma a una produzione di gas tossici pari all'1,4% del totale nonostante la crescita esponenziale dei dati gestiti e nell'arco della prossima decade potrebbe come detto impattare in modo decisivo nel processo di riduzione delle emissioni, sia direttamente sia come strumento per portare a compimento progetti per la salvaguardia del clima.

LEGGI ANCHE / Sciopero contro il riscaldamento climatico? Misura l'effetto del climate change sull'Italia

L'energia rinnovabile chiave di svolta
«Crediamo che la tecnologia, se applicata alle soluzioni climatiche, abbia il potere di trasformare la società», aggiunge ancora il Ceo, ricordando però come il raggiungimento della decarbonizzazione in tempi adeguati e rispetto ad economie di scala sostenibili richiederà nuovi quadri politici, nuovi modelli di finanziamento e di business all'interno di un percorso di trasformazione coerente sia dal lato della domanda che da quello dell'offerta. Tradotto in concreto? L'economia circolare e l'economia digitale, ipotizza Ekholm, dovrebbero essere ottimizzati e incentivati in funzione del clima e le aziende tecnologiche possono dare il buon esempio riducendo le emissioni legati allo sviluppo e alla produzione dei rispettivi prodotti, lavorando sulle catene di approvvigionamento e investendo in energia rinnovabile (il settore Ict è già oggi il maggiore acquirente mondiale di elettricità pulita).

Obiettivo raggiungibile
Se la società nel suo complesso si sta concentrando in larga misura sulla soppressione di attività con emissioni elevate, conclude infine il manager svedese, la grande sfida da vincere è quella di «aumentare la nostra ambizione di sviluppare soluzioni per sostituirle, portando spesso enormi vantaggi sociali in termini di crescita sostenibile e di opportunità commerciali». In Ericsson, assicura ancora Ekholm, «abbiamo già tagliato le emissioni di gas serra del 50% e stiamo lavorando per raggiungere ulteriori obiettivi di riduzione». L'appuntamento è al 2030, con un traguardo ambizioso da tagliare e l'industria tecnologica deve indicare la strada da seguire, perché – come dice il numero uno di Ericsson «è un obiettivo effettivamente possibile da raggiungere».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...