Il caso della GGG Elettromeccanica

Le terapie intensive mobili sul rimorchio di un camion

L'azienda di Catania scelta da Banca Ifis per un finanziamento

di Nino Amadore

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Terapie intensive mobili

L'azienda di Catania scelta da Banca Ifis per un finanziamento


3' di lettura

«Innovazione per vocazione». Il motto non è stampato all’ingresso dello stabilimento nel cuore della Zona industriale di Catania della GGG Elettromeccanica, ma è nel codice dell’azienda. È parte essenziale del Dna di questa impresa avviata ormai quasi 60 anni fa da Giovanni Grasso Garraffo (da qui le tre G) con l’obiettivo di costruire trasformatori e che ora può contare su tre divisioni: Veicoli speciali, Ricerca & sviluppo e Robotica. La divisione Veicoli speciali, opera nei settori medico-sanitario, della Protezione civile e dei corpi di Polizia, è in prima linea per affrontare la pandemia di Covid-19.

Oggi l’azienda (26 dipendenti e un fatturato medio di 5,5 milioni), è ancora guidata saldamente da Francesco, il figlio di Giovanni, che tra qualche mese compirà 80 anni, insieme a suo figlio, Giovanni ovviamente, ingegnere e docente universitario tornato nella sua Sicilia da qualche anno dopo aver insegnato a Torino (al Politecnico) e a Firenze. Un’azienda caratterizzata dalla grande capacità di innovazione e adattamento. Dimostrata proprio in questi giorni di emergenza nazionale dovuta alla pandemia da Covid-19. Da qui escono le ambulanze attrezzate di biocontenimento dirette in tutte le regioni d’Italia: nell’ultimo mese al ritmo di una al giorno. «Producevamo ambulanze già da tempo - spiega Giovanni - in questa fase e vista l’emergenza Covid-19 abbiamo riconvertito la nostra produzione: oggi l’80% delle nostre risorse è impegnato nell’area sanitaria». Non solo ambulanze, ovviamente: la GGG Elettromeccanica ha creato l’area di terapia intensiva mobile: «Si tratta di un impianto - spiega - con quattro posti di terapia intensiva, sale per i medici e altro. Completamente autonomo e munito di tutto ciò che serve per la cura degli ammalati da Covid-19. Costa 190mila euro». Cifra che fa riflettere parecchio soprattutto se confrontata alle megaspese fatte per l’allestimento di interi reparti: in pratica l’azienda catanese ha allestito un reparto di terapia intensiva in un rimorchio di camion che può essere posizionato in qualsiasi parte del territorio anche nelle aree più sperdute come certe zone interne della Sicilia. Un lavoro intenso che ha ricevuto il sostegno delle banche: Intesa Sanpaolo e Banca Ifis hanno messo a punto due linee di credito da 1,650 milioni manifestando la disponibilità a supportare ulteriori incrementi legati al Covid-19.

Un’abitudine all’innovazione dimostrata anche in altre occasioni. Un esempio è il bus Archimede: «Il suo corpo, pavimento compreso, è accoppiato al telaio e in sole 4 ore il bus è completo - spiega Giovanni -. I vantaggi, oltre al prezzo competitivo rispetto ad altre tecnologie, sono la mancanza di corrosione e un isolamento eccellente. Il corpo pesa solo 650 chili e trasporta 45 passeggeri». La tecnologia per la costruzione di carrozzerie ultra leggere e ultra resistenti, sviluppata all’interno, e dedicata alla produzione di veicoli low volume. Una tecnologia che consente la produzione di tutto il corpo di un veicolo in un unico pezzo, come la mini-auto Mimosa: una nuova auto elettrica modulare a 2 o 4 ruote motrici, 2 o 4 posti con bagagliaio piccolo o grande, la cui carrozzeria pesa solo 120 chili. Sempre in linea con l’innovazione le altre divisioni aziendali: la divisione Avio si occupa di aerei senza pilota per la sorveglianza come i droni professionali ad alta percorrenza (560 chilometri); la divisione Robotica produce robot e macchine a controllo numerico e fornisce anche servizi di taglio, fresatura e modellazione.

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